12
set
08

Marzullianamente.

Grazie a voi, cari amici della notte.
Io vi aspetto come di consueto sempre di notte, sempre sottovoce,
un modo per capire, per capirsi e forse anche per capirci,
quando un giorno vista l’ora è appena finito e un nuovo giorno è appena iniziato.
Un giorno per amare, per sognare, per vivere.
Buonanotte.

27
gen
12

il buongiorno del mattino

Una produttrice esecutiva deve risollevare le sorti di un programma di una rete televisiva,ma dovrà vedersela con due prime donne (D.Keaton e H.Ford) della tv che non le renderanno la vita semplice.

Una commedia che sa di Il diavolo veste prada,ma che non riesce ad essere…brillante al punto giusto nonostante gli evidenti sforzi di renderla…frizzante. 6.5.

26
gen
12

Chiaro scuro.

Ieri salivo le scale per andare a infilarmi sotto le coperte ma per sbaglio ho spento la luce.
Non era la prima volta che salivo le scale al buio,buio fitto.
Eppure stavolta qualcosa è andato storto.
Il buio non era pesto,c’era una luce,immagino,romanticamente,quella della luna,e meno romanticamente,quella della piantana esterna,che creava un gioco di luce sottile,quasi impercettibile.
La luce,quella poca luce,aveva creato delle ombre. E mentre salivo le scale,temevo di sbattere,contro quelle ombre.
E mi scanzavo,evitavo,cose che non c’erano,ombre che non esistevano,ma che vedevo,per quel piccolo e inutile raggio di luce. Luce,che non sa lasciare il giusto tempo e il giusto spazio al buoi. Perchè il buio lo conosci,e se lo conosci lo eviti,o lo affronti,ma se vedi la luce..ti ci aggrappi,a quel raggio di luce,che però,anzichè illuminarti quelle scale in salita,ti confonde,ti crea al massimo delle ombre,e per evitare le ombre,inciampi,cadi,ti fai male.
Eppure non c’era niente,ma c’erano le ombre: il buio non mi avrebbe fatto mai del male. La luce fioca,si,fa più male del buio pesto,che ti ostini a non vedere,per quella scia di luna che ti è rimasta.

25
gen
12

fai del male e pensaci;

fai del bene e scordatelo.

il bene che dai non ti tornerà più indietro.
è perso,è andato,l’hai regalato,non torna più.
devi solo augurarti che qualcuno abbia un pò di bene anche per te.
e che però,non se ne scordi.

25
gen
12

the artist

L’amore è muto. E in bianco e nero.
Recitava il titolo di un articolo di giornale esposto al cinema.
E parlava di questo film,proprio di questo film. Muto e in bianco e nero.
Originale nell’idea,quasi incredibile nella sua resa complessiva. Ti lascia di stucco,non sai cosa pensare,quando dopo un’ore e mezza di silenzio nella pelicola e silenzio in sala,le luci si riaccendono e gli spettatori iniziano a commentare ciò che i loro occhi hanno visto,ma che le orecchie,chissà,se sono riuscite a sentire.

25
gen
12

Bellissimo. L’incoscienza.

Anche stavolta,mi vergogno(?),ma Emma mi piace.

23
gen
12

Omicidio in diretta

Troppe telecamere mandano a monte un piano prevedibile per una commedia prevedibile ma ben girata e ben interpretata (da N.Cage)

22
gen
12

Alpha dog

Questo film l’ho visto di controvoglia e di malumore. Cioè nelle peggiori condizioni possibili.
I film dovrebbero essere una via di fuga,un momento di relax,non una sorta di costrizione.
Relax? Sarebbe comunque stato impossibile rilassarsi con questo film,crudo,duro,violento,senza nessuna ombra,o luce,di speranza o redenzione.

Racconta la storia di un ragazzino (non aggiungo altro se no non c’è gusto) fratello di un tizio che aveva dei problemi di soldi,a causa della droga,con una gang di ragazzacci senza un…Alpha dog,un capo. O meglio,il capo c’è,ma è un vigliacco. Il rapimento di questo ragazzino porterà a impreviste conseguenze e ad un non immaginabile percorso ed epilogo. Il film racconta questa storia tramite i racconti dei testimoni di questa.. storia, vera.
Con un epilogo solo recente,che coincide proprio con l’anno di uscita di questa pellicola che tutto sommato non mi è dispiaciuta anche se ciò che colpisce è il ritmo serrato e l’azione,non certo la regia o altro,nonostante gli evidenti sforzi di non scadere nel banale.

6.5.

21
gen
12

Mister Gwyn

Letto!

E’ Baricco nell’idea secondo me,e per idea intendo un uomo con un dono..speciale ma anche con la

condanna di non essere capace di toccare senza far male

,ma non è Baricco nella trama,che c’è,è forte,si sente,e nello stile,per carità,stupendo,appassionante,magico,con espressioni che davvero mi chiedo da che mondo le scelga,ma non è fitto e alienante come solo Baricco sa essere. Ad ogni modo,la storia del copista che un giorno si sveglia e capisce che

ciò che solo li fa sentire vivi è qualcosa che però lentamente è destinato ad ammazzarli..

è una storia che vale la pena di essere letta.
Molto lenta all’inizio,misteriosa,intrigante,quasi seducente di pagina in pagina.. dove scopri piano piano che a raccontare Mister Gwyn infondo non è solo Baricco ma Rebecca,che lo racconta

nella luce di una felicità strana, che non aveva mai provato, e che pure, le parve, aveva portato con sè per anni, aspettandola. le sembrò impossibile essere riuscita a fare altro, in tutto quel tempo, che custodirla e nasconderla. Di cosa siamo capaci, pensò. Crescere, amare, fare figli, invecchiare – e tutto questo mentre anche siamo altrove, nel tempo lungo di una risposta non arrivata, o di un gesto non finito. Quanti sentieri, e a che passo differente li risaliamo, in quello che sembra un unico viaggio.

Chi è Rebecca? E’ colei che si

immagina di arrivare in qualche assurdo posto,sedersi davanti a una casa,e aspettare

e che pensa a quanto

>misteriose siano le rotte dell’esperienza se possono portarti seduta su una sedia,nuda,a farti guardare da un uomo che da lontano ha trascinato la sua follia fino a lì,riordinandola fino a farne rifugio per lui e per te.

Cosa fa Mister Gwyn con Rebecca e altra gente nuda dinnanzi a sè?
Le

riporta a casa

… solo all’ultimo,capirete perchè.. capirete perchè

non siamo personaggi,siamo storie

,dobbiamo solo trovarla,la storia che parla di noi,per capire noi stessi.

18
gen
12

Philadelphia

Un gran film, con due grandissimi attori, per un tema importante come l’Aids.

18
gen
12

Piccoli dettagli-G.F.-

E’ soprattutto guardare un film muto,
e provare ad alzare il volume.

Ma a volte i film muti,valgono la pena di essere…ascoltati.

16
gen
12

Delusione.

E’ come quando ti eri illuso,e poi vieni dis-illuso. distolto dall’illusione. svegliati.
Ma delusione è altro. E’ quel senso di sentirti ridicolo. Perchè ci avevi creduto.
E’ guardare tutti quegli oggetti che avevano contribuito a illuderti e quindi,senza saperlo,a deluderti,poi.
E’ come quando ti prepari per un esame,studi,studi,studi,ti senti preparato,sei pronto,ti prenoti,ti siedi,bocciato.
E torni a casa deluso,perchè eri sicuro di passarlo,quell’esame. E ti senti ridicolo per aver programmato una cena di festeggiamento la sera stessa,sicuro che avresti avuto qualcosa da festeggiare. Si festeggia,la delusione?
E ti senti ridicolo nell’aver fatto gli schemi delle ultime cose da ripassare poco prima dell’esame.
E ti senti ridicolo perchè avevi già posato il manuale. E fatto una x sulla materia in questione.
E maledici quella penna,con cui hai fatto la x,con cui hai creduto di averlo già superato.
Guardi e ti senti ridicolo nel farlo,i vestiti che ti eri messo,convinto che saresti piaciuto.
Non ti ha deluso solo il prof. Non ti ha deluso solo la parte di te che si era illusa.
Ti ha deluso tutto ciò e chi ti ha fatto credere che sarebbe stato vero,che sarebbe andata bene.
Cosi non è andata,e tutto ciò che ti resta tra le mani,è l’incapacità a guardarti negli occhi,e ammettere che è giunta l’ora di fare i conti con la realtà. che poi,è quella che decidono gli altri,insieme a te. E gli altri,non sempre ti accontentanto. A volte,ti deludono,appunto. Allora va,prendi quel fazzolettino che non avevi portato perchè eri sicuro che non ti sarebbe servito,soffiati il naso,asciugati i lacrimoni,riapri il manulale che avevi già posato,e ricomincia da capo,da tutto ciò che avevi allontanato,pensando non ti servisse affatto.

14
gen
12

Alla fine forse è uguale?

Parlavo. E pensavo.
Desiderare a amare,sono due cose profondamente diverse.
Ma no,non è questione di profondità del sentimento o della sensazione,
è che forse amore è un sentimento,e desiderare è una sensazione?
Ma il sentimento è una sensazione; ma allora è uguale?
Forse la differenza sta nella parola stessa? Amare il mio fidanzato.
Desidero un fidanzato. E’ diverso. Amo qualcosa che ho, desidero qualcosa che non ho.
Amo fare qualcosa,significa che lo faccio. Desidero fare qualcosa,significa che non lo faccio,non posso farlo,non l’ho mai fatto,non l’ho più fatto. Amo quello che ho,desidero ciò che non ho?
Il possesso allora,è la differenza? Amo qualcosa che ho, desidero qualcosa che non ho.
Nel desiderio non c’è possesso. Paradossale,ma sembra essere cosi.
Nell’amore c’è il possesso. Non è paradossale.
Ma quando ami qualcuno,lo possiedi,e quando desideri qualcuno,spesso,se lo desideri davvero, Desideri con la D maiuscola,allora forse desideri chi hai, o hai posseduto, e vorresti semplicemente possedere sempre.
Amare è un desiderio che non si interrompe? Desiderio è forse un amore interrotto,o mai iniziato?
Ma alla fine allora forse è uguale?

14
gen
12

Come l’acqua per gli elefanti

La sensazione che ho avuto per tutta la durata del film (avevo grandi aspettative: mi aveva ispirato il trailer,mi aveva ispirato il titolo) era quella di non riuscire ad abbandonarmi alla storia d’amore che fa da protagonista alla pellicola su cui c’è molto da dire,al di là del profilo romantico della situazione. Tutto si basa sul racconto di un anziano signore che,fuggito dalla casa di riposo,si rifugia in un circo. Perchè? La sua storia inizia tanti anni prima,quando ad un tratto della sua vita,inaspettatamente,si ritrova su un…treno circense. Da lì inizierà a conoscere e vivere il circo,e conoscera la stella del circo,la moglie del crudele e mentalmente instabile capo. Ma conoscerà un’altra donna, Rosy, per cui perderà la testa,e lo spettatore insieme a lui: Rosy è un elefante dolcissimo. In realtà,ben più importante della storia d’amore tra i due protagonisti,è l’ambiente del circo.
Così magico fuori,così crudele dentro. E questo non mi ha davvero permesso di godere del film,la cui idea di base tutto sommato non era male.
Altro aspetto negativo,la recitazione: i tre attori principali infatti era come se avessero usato questa pellicola come…banco di prova per togliersi di dosso certi panni che (vd. il protagonista maschile,il vampiro di Twilight) il cinema gli aveva cucito troppo su misura e che adesso forse,iniziavano a stargli stretti. La prova però,a mio parere che di recitazione non ci capisco un fico secco,non è andata a buon fine.
7,ma non so davvero se consigliarlo: mi ha infastidito.

14
gen
12

Ti presento un amico

Mi sono addormentata a mezz’ora/tre quarti d’ora dalla fine ma vorrei comunque esprimere un giudizio.
La recitazione l’ho trovata abbastanza pessima in generale (Martina Stella mi è piaciuta meno che mai);
molto lento, ma l’idea non è male:
una serie di…equivoci d’amore,che capitano tutte al povero “amico” Roul Bova(anche lui come attore lascia molto a desiderare).
5.5 (6 forse gliel’avrei dato se non mi fossi..addormentata!)

14
gen
12

laws of attraction

Tradotto in italiano,Matrimonio in appello.
E quando il titolo viene tradotto così in italiano,rendendo già palese l’epilogo,dice tutto sulla…prevedibilità del film.
La trama? Due avvocati matrimonialisti si innamorano mentre lavorano(da avversari) a un caso di divorzio tra due vipssss.
L’ho visto a saltare perchè non mi entusiasmava: 4.

10
gen
12

Glory days.

Non è certo la frase più conosciuta di Someone like you,di Adele,ma quelle due parole del titolo..
ci sono,dentro la canzone,che andava piano alla radio,ma io..l’ho sentita. C’era. Ed era bellissima.

09
gen
12

errando.


Ricordi di una lezione al liceo.

06
gen
12

La versione di barney

Ho ancora il viso….tutto umidiccio di lacrime :-)
Mio fratello dice che non posso piangere per un film,specialmente perchè obiettivamente… non ci sono scene classiche da “lacrime” in questo film del 2010 il cui attore protagonista (Paul Giamatti -ma nel film ha un bel ruolo anche Dustin Hoffman) è veramente molto ma molto bravo… cioè,quasi non vedi la distinzione tra l’attore e il personaggio,non so spiegarlo diversamente.
Anche il nome,Barney,gli sta proprio bene,a quel protagonista barbuto che rivive il suo passato nel presente tramite una lineare alternanza tra passato e presente. Barney aveva dei buoni amici,un buon lavoro,tante donne,e un grande amore.
Mi sono mai arreso quando si trattava di te? E’ la dichiarazione d’amore più bella che le potesse fare
Lui parlava,parlava,parlava,perchè temeva che se avesse smesso ci sarà una pausa, un silenzio, e tu dirai “Si è fatto tardi” o “Adesso devo andare”
e non sono pronto per quel momento. Non voglio vedere quel momento; mai.
Ma quel momento arriva,e lei,era ancora lì accanto a lui.
Ma la vita è complicata,quando c’è di mezzo la vita,il cuore,e le infinite vie della mente. Insieme alla sparizione,o omicidio,di uno dei suoi più cari amici. No,non è un film d’amore nè tantomeno smielato. Ti fa solo…incredibilmente montare dentro qualcosa,fino ad un epilogo,che per quanto bello e semplice e infondo degno del film,ti lascia quasi a bocca asciutta. Decisamente consigliato!

29
dic
11

Paroleparoleparoleparoleparole!

Tanto vale provare a bere l’oceano con il cucchiaino piuttosto che provare a parlare con un innamorato.

Non ricordo di chi è. So solo che ha ragione.

28
dic
11

A Natale devi.

Avevo scritto qualcosa dal titolo.. a Natale puoi,qualche tempo fa.
Quella canzone è una bugia. A Natale non puoi un bel niente.
Fare quello che non puoi fare mai. Se non lo puoi fare mai perchè dovresti farlo proprio a Natale?
Natale non regala un bel niente. Regala solo qualche luce colorata in più tra le strade, qualche sprazzo di rosso in più tra le vetrine in festa, qualche kg in più sui fianchi e tanto,tanto panettone.
Per il resto babbo natale non esiste,e se non esiste il Babbo,non esistono nemmeno le renne,gli elfi,la casa di babbo natale,gli alberi di natale sotto cui trovare i doni del Babbo natale che non esiste,e non esistono le letterine e il panettone su cui babbo natale può lanciarsi giù perchè è morbido,e non esistono i camini e i tetti da cui babbo natale arriva nelle nostre case calde e accalorate dalla gioia del Natale,e non esistono i cappelli rossi e le barbe finte,e non esistono i nonni che si imbacuccano di rosso per far conoscere ai piccoli nipoti quel babbo che non c’è ma a cui loro hanno scritto da bravi bimbi la letterina in cui gli chiedono un pony o in alternativa..l’ultima casa di barbie,e non esistono nemmeno le tristi e infinite file nei negozi e non esiste lo spreco di cibo e non esiste… niente,non esiste. Oddio,quante cose non esisterebbero se non esistesse babbo natale. Ma se tutto questo esiste,forse che babbo natale esiste? Non so,non era nemmeno questo ciò che avevo in mente quando mentre aspettavo che il caffè fosse meno bollente ho iniziato a scrivere due righe. Volevo solo dire che non è vero che a Natale puoi. A Natale devi…. essere felice. E se non ricevi quello che speravi di trovare sotto l’albero,devi almeno essere felice di ciò che hai,di ciò che hai dato,di ciò che hai messo sotto gli alberi delle altre persone che come te sperano e credono in babbo natale,di ciò che sei,o hai scoperto di essere. A Natale lacrime o malinconia dovrebbero essere abolite. Le luci dovrebbero essere dentro di noi. Almeno una notte all’anno,almeno la notte in cui un pò tutti ci ricordiamo di babbo natale,speriamo che in qualche modo lui arrivi con la slitta anche in un isola come questa dove la neve non c’è,la notte in cui chi in babbo natale non crede,si riscopre a sorridere di quando,in babbo natale,ci credeva,e in babbo natale,aveva fiducia. Che quel pony,per quanto grande,per quanto ingombrante,per quanto rosa e con le ali,sotto l’albero,l’avrebbe trovato. Magari quel natale deve solo ancora arrivare… insieme a quel pony che sembra troppo bello per essere vero.

27
dic
11

vedrai quanto è forte il cuore mio.

Sarai Dolce come non lo sai
Ma poi
quando prendi e te ne vai
L’amore
che ti guarda ride
Di noi Sempre in
lotta come mai
Perchè il nostro mondo
non è qui
Quel fiore nato in mezzo
al mare
Siamo io e te io e te
io e te
lo so che sai
Questa vita
non ci basta mai
Non mi chiedere perchè

Gli occhi parlano nel sonno
Solo a
noi solo a noi solo a noi
Solo di
noi
Sarai
Dolce come non lo sai
Ma
poi quando prendi e te ne vai
L’amore
se ci guarda ride
Di noi
Sempre in
lotta come mai
Perchè il nostro mondo
non è qui
Quel fiore nato in mezzo
al mare
Siamo io e te io e te
io e te
Non morire mai
Voglio ancora quello
che mi dai
Un bacio per sempre
Le braccia il respiro
E poi niente
E poi niente
Vedrai com’e forte il cuore
mio
Vedrai I’amore cercherà L’addio
Ha voglia di farci tremare
Vedrai quanto
è forte il cuore mio
Vivrò fino a
un’altra eternità
Quel fiore nato
in mezzo al mare
Siamo io e te

G.N.

26
dic
11

Femmine contro maschi

Non so se ho preferito Maschi contro femmine ma tanto la morale è una sola:
non è che impossibile capire gli uomini,non c’è proprio niente da capire,come dice Bisio in una delle scene del film :lol: cmq davvero carino,adoro queste commedie leggere ma capaci di farti commuovere quando meno te lo aspetti,tra un marito che ha perso la memoria,un marito che deve tornare alla vita di coppia per fare un favore alla madre,e due personaggi come Ficarra e Picone che devono tirare fuori il meglio di sè se vogliono tenersi strette le loro donne. Molto carina nella sua semplicità

22
dic
11

Capita di perdersi.

Solamente tra le braccia tue.

E.

20
dic
11

ma io ho te.

15
dic
11

Le amiche della sposa

Mi ero concentrata sulla parte sentimentale del titolo,ma non sapevo che avrei dovuto concentrarmi sulla parte più amichevole,del titolo.
Un’amica si sposa,l’altra rimane single,di quelle alla sex and the city che non trova mai l’uomo giusto.
Ma il punto qui non è tanto l’anima gemella quanto il rapoorto d’amicizia che può legare due donne che si conoscono fin da piccine.

Divertente,oserei dire esagerato e fuori luogo in alcuni momenti,ma dolcissimo e ovviamente,per chi ha la lacrima nel taschino come la sottoscritta,commovente al momento giusto.

Davvero carino,non credevo di poter rimanere incollata allo schermo per due ore senza..appisolarmi :-)

14
dic
11

La storia di un film.

mi sento un’adolescente,lo so,ma mi piace.

08
dic
11

Stanno tutti bene

Un padre ormai rimasto vedovo desidera sedersi a tavola per Natale con tutti i suoi figli sparsi in tutta l’America.
La trama è molto semplice. I rapporti tra il padre e i quattro figli è complicato. Stanno tutti bene?

Toccante,commovente,emozionante,un crescendo che mi ha fatto scendere lacrimoni grandi quanto gocce d’acqua che ancora non riesco ad asciugare :-) 10.

29
nov
11

Quello che è…rosso,è sempre…verde.

23
nov
11

Quando un semaforo non c’è.


Ultimamente sono passata da un paio di strade prive di semaforo.
O meglio,il semaforo c’era,ed era spento.
Non è come quando il semaforo è semplicemente lampeggiante,che comunque hai la sensazione di dover rallentare.
No,quando un semaforo è spento,non ti viene,di fermarti. Di rallentare. Di dare la precedenza.
Ti viene solo da tirare dritto,magari pure a velocità,perchè ti senti padrone della strada,senti che quella strada non è di nessuno,e può essere tua. Tutta tua. Ma la strada è di tutti,e tu,a semaforo spento o lampeggiante,hai cmq il dovere di fermarti. Ok,di rallentare. Goditi quella strada che sembra solo tua,ma va piano. Che andrai lontano.

21
nov
11

ti fa compagnia mentre sei in fila in auto per un’ora.

17
nov
11

Come un uragano

Come fai a proteggere quelli che ami?
Basta metterli in una scatolina di legno venuto dal mare.

E a te chi ti protegge?
Chiuditi in una casa sul mare e aspetta che arrivi un..uragano.

O aspetta che arrivino i cavalli.

E poi,sii pronta per mandare un bacio al… vento.
Che ti risponderà che l’amore,altro non è che ciò che ti spinge ad essere migliore,a non sminuirti.
E quando arriva,ha la forza di quell’uragano.

Tratto dal libro di Sparks,letto anni fa,il film è più leggero,ma allo stesso tempo,meno intenso in un primo momento,
ma commovente come te lo aspetti in un secondo momento.
Se fossi stata al cinema,al buio,ininterrotta,avrei pianto come una fontana..

Cmq, non è il film del secolo s’intende,ma per l’oretta di rilassamento va benissimo, grazie anche a D.Lane e R. Gere

09
nov
11

carnage

Un nome: Polanski.
Un unico ambiente: una casa.
E mezzo: un parco e un corridoio.
Un solo scopo: dominarsi.
Un problema: “non puoi dominare ciò che ti domina”
Un unico possibile epilogo: c’è?

10!
Un film geniale,snervante,iperbolico,introspettivo,che mette a nudo e a crudo noi,le persone,fatti di carne e ossa prima ancora che di intenzioni e maschere,per quanto possiamo sforzarci di farli predominare: 2 coppie si incontrano per chiarire una spiacevole situazione accaduta tra i loro figli undicenni: uno dei due aveva preso a bastonate sui denti l’altro. L’intento dell’incontro è quello di conciliare. Le buone intenzioni ci sono tutte.
Riusciranno i nostri eroi?
Un cast perfetto,soprattutto per i ruoli femminili,stupendamente interpretati da due bellissime attrici,rughe annesse: Kate Winslet e Jodie Foster.
Davvero non saprei dire quale delle due sia stata migliore,nè saprei dire quale scena di…sfogo,sia stata meglio resa.
Polanski sembra davvero spiare nelle nostre menti di gente comune. Sono rimasta esterefatta dalla semplicità della trama e della complessità dei dialoghi. Una lode alla regia: semplice,con qualche chicca al punto giusto come gli specchi.
Un’ora e venti che scorre veloce,veloce che non te l’aspetti,visto che potrebbe potenzialmente essere un film lentuccio.

PS tengo a precisare che,vabbè,come sempre,alla fine del film,molto,molto particolare,non tutti i commenti sono stati unanimi.
Io personalmente sono rimasta entusiasta da morire,la tensione non è calata nemmeno per un minuto e credo davvero che Polanski,che l’ha scritto e diretto,abbia raggiunto il suo intento.

08
nov
11

308.

http://www.corriere.it/politica/11_novembr…1b63fbb0f.shtml qui c’è anche il video.
da guardare se volete vedere,si vede chiaramante,quanto digrigna i denti il Premier.
http://www.corriere.it/politica/11_novembr…1b63fbb0f.shtml qui invece,gli appunti del Premier.
tra le varie parole spunta la parola: una soluzione. a cosa si riferisce?

PS in molti dicono che una situazione di nuove elezioni è da non augurarsi per questa fase di crisi perchè si creerebbe un momento di stallo.
probabilmente è cosi,ma esattamente,adesso,non siamo forse in una fase di stallo?
per non parlare che per molto tempo avrebbero potuto fare tutto quello che sostengono si debba fare adesso,se avessero solo voluto ammettere,tutti,la situazione economica grave in cui ci trovavamo. ma si sa,puttane e leggi contro le intercettazioni vengono prima di una crisi mondiale. scusate se è poco.

05
nov
11

Se fossi un’insegnante..

..Insegnerei ai bambini a dare il giusto significato alle parole,
prima ancora che a scriverle correttamente.
Insegnerei per prima cosa che cioccolato si scrive con una c,non con due,e che anche se a volte rimarcare una lettera rende l’idea di ciò che abbiamo in mente,in realtà serve a poco: è come rimarcare un concetto urlando,non serve a niente. Spiegherei loro che non si deve urlare,ma si deve parlar piano,per avere il modo,così,di sentire anche cosa dicono gli altri. Ma ok bambini,c’è un momento giusto anche per urlare: urlate se qualcuno proprio non vi sente ed è lontano,da voi. Urlate pure per sentire il vostro eco sulla vetta di una collina o di una montagna. Ascoltarsi viene prima di ogni cosa.
Insegnerei ai piccoli alunni,ancora disciplinati,ancora legati alla mamma e ancora poco amici del loro nuovo banco,
ad accostare ad ogni pensiero che trasformano in frase,parole come..spesso,a volte,di solito,quasi sempre,quasi mai,o ancora parole come secondo me,a mio parere,io credo,può darsi che,probabilmente.
Insegnerei loro,prima ancora che a non accettare cose dagli sconosciuti,a dire sempre grazie,prego,per favore.
A usare il condizionale,quando possibile,piuttosto che voglio,o l’indicativo futuro semplice che potrebbe deludere qualcuno,in primis se stessi,qualora non dovesse avverarsi.
Insegnerei loro che l’erba voglio non esiste nemmeno nel giardino del re,come mi diceva sempre mia mamma,ma gli direi che,proprio perchè il volere è un’erba…rara,devono usarla solo per ciò che vogliono davvero: un sogno,un grande amore,una sfida da vincere.
Il dovere viene sempre prima del piacere,è vero,gli insegnerei anche questo. Ma gli insegnerei che volere,è un dovere.
E a volte coincidono: vogliate qualcosa,vogliatela con tutti voi stessi bimbi,perchè nel volere e nel desiderio imparerete a conoscere voi stessi.
Infine,insegnerei ai bambini,prima ancora che a non dire le brutte parole,a non avere brutti pensieri.
Spiegherei che non importa quanto siete bravi in matematica,in filosofia,in inglese,ma che ciò che conta,è l’uso che farete di voi stessi e delle vostre capacità fuori dalla vostra rassicurante classe.
E no,non so perchè mi sono chiesta cosa direi ai bambini se avessi una classe e io fossi la maestra.
So che insegnare mi sarebbe piaciuto,ma mi sarebbe piaciuto,solo se l’avessi potuto fare con amore.

04
nov
11

mi chiamo sam

Devo ancora smettere di asciugarmi le lacrime e soffiarmi il naso.

No,non ho pianto nelle scene più dure,quando Sam,padre non mentalmente stabile,si ritrova in difficoltà al banco dei testimoni nel processo che lo vede protagonista per l’affidamento della sua piccola figlia,la cui madre se n’è andata lasciandogliela in braccio appena nata.
Ho pianto come non piangevo da un pò per un film,quando ho visto scene di libertà del rapporto padre-figlia,ho pianto quando ho visto…Sam,nascosto tra i rami di un albero a lanciarle aereoplanini di carta mentre passava da lì sotto con la sua madre affidataria,perchè lui voleva esserci anche se non poteva esserci. Vorrebbe salutarla abbracciandola,teme di non potere,ma quando si ama,tutto dovrebbe essere concesso.
Anche affidare una bambina,la piccola ma bravissima Dakota Fanning,all’amore di un padre che magari ha un quoziente intellettivo troppo basso,ma ha un cuore troppo grande. E se al suo cuore si unisce il cuore capace di essere generoso di una madre-avvocato,la sempre verde..Michelle Pfiffer o il cuore di un bravo datore di lavoro,di un gruppo di cani,di una vecchia insegnante di pianoforte non vedente,di un gruppo di amici uno più matto dell’altro ma uno più buono dell’altro,o insieme a una donna che riesce a capire l’amore che unisce un papà ad una bimba che ha solo lui al mondo.. allora Sam può ancora lottare per la sua bambina. Riuscirà a riaverla con sè?

Intelligente il finale,toccante la storia,sia per come si sviluppa,sia per la colonna sonora,sia perchè sa dosare bene il diverso e il normale,il punto di vista del sistema giudiziario e il punto di vista delle..persone,sa dosare bene colori e scene in..blu,cosi come sa dosare bene i lacrimoni,con i sorrisi.

10. Stupendo. La lode non gliela do perchè… la lode è tutta,tutta di Sean Penn,straordinario.

04
nov
11

Terraferma

Ho ancora l’ansia e l’emozione addosso per commentare questo film.

Dico solo una cosa: ti fa passare tutto,stanchezza,malumore,diffidenza nei confronti del film.
Ti tiene incollata con occhi,cuore e testa allo schermo,e riesci perfino a non sentire il vicino di posto che sgranocchia le Cipster,a non sentire la stanchezza che pensavi prendesse il sopravvento come quasi sempre accade durante un film e il buio della sala,a non sentire i tuoi pensieri.
Il cervello si stacca,si accende il mare e le sue regole.
Una storia sociale ed umana allo stesso tempo,dove il sociale,e l’umano,sono separate dalle leggi dell’uomo,che seppur necessarie,possono apparire incomprensibili agli uomini di un’isola che è meta di sbarchi turistici e meta di sbarchi clandestini allo stesso tempo.
Un’isola dalla doppia anima,che non sa o non può gestire un fenomeno,come quello dell’immigrazione,dalla doppia faccia: quella giuridica,e quella umana. Come vivranno tutto questo i protagonisti? La trama poco conta cmq,sappiatelo,di fronte al mare e alle leggi della morale.

02
nov
11

Voglia di scrivere.

Mi è tornata la voglia di scrivere.
Ma di scrivere dilungandomi.
Mi è venuta voglia di scrivere come quando i miei pensieri correvano a cento allora e la mia mano non riusciva a stare al passo nè con la penna sul foglio bianco nè con le dita che battevano i tasti della tastiera.
Mi è venuta voglia di aggettivi,dettagli,scene che partono dal cuore e non dagli occhi.
Non voglio più raccontare ciò che vedo,voglio tornare a dire ciò che sento.
E io sento,ci sento benissimo. Ma non ho scritto più. Non come ero solita fare,non per come so scrivere io,
non come piace scrivere a me. Un flusso in piena. Così sono io. Ma poi,confrontandoti con il nuovo blog di una cara,cara amica,noti ancora di più il tuo cambiamento. Più ironica,che significa più sintetica. Ironica mi piace,sintetica no.
Ogni tanto si,ma tutti questi punti . rendono il mio pensiero poco fluido,poco libero di andare.
I punti interrompono. Ormai uso solo i punti. Fermi. Io invece sono quella dei puntini di sospensione …
che sospendevano sempre. Non sono più sospesa forse? Mi sono fermata? Ma sono prima o dopo il punto?
Non posso aver smesso di scrivere,perchè non posso aver smesso di pensare,e soprattutto,non posso non avere più voglia di scrivere. Lei è li,dentro di me. Ma non vuole uscire fuori. Le voglie sono troppo impegnative.

02
nov
11

Iacchetti Enzo e Enzo Iacchetti

02
nov
11

Hereafter

se devo essere sincera mi aspettavo di più in quanto a emozioni dal mix:
due ore e mezza di film + matt damon (protagonista) + clint eastwood (regia e produzione) + tematica (aldilà)

22
ott
11

piccole storie per momenti noiosi.

E’ il titolo di un libricino di favole scritte dal “Dottor Broccolo” per i bambini degli ospedali.
www.assandreatudisco.org/ Qui maggiori info. Lo vendevano al termine dello spettacolo di Proietti a Roma.
Peccato non esserci andata,tra parentesi,so che è stato davvero bravissimo.

Ad ogni modo,io l’avrei intitolato… Piccole storie per momenti in cui…serve sentirsi bambino,per diventare grande.

Oggi mi sentivo giù,l’ho letto. Si,ho letto delle favole, che ogni tanto non fa male.
Ve ne…racconto una

C’era una volta una goccia che voleva diventare mare.
Era sicura,lo ripeteva sempre “io da grande sarò mare”. Ma nessuno la prendeva sul serio.
Viveva in una pozzanghera di una strada di una grande città e tutte le volte che parlava del suo sogno si sentiva rispondere “ma che dici,ma non lo vedi che sei pozzanghera,ma come credi di andare via di qui?”.
Un giorno una macchina maleducata passò velocissima con le sue ruote nella pozzanghera e la goccia fu schizzata via sul marciapiede.
Si ritrovò per la prima volta da sola,lontana dalla sua pozzanghera e decise che era arrivato il momento di esaudire il suo sogno.
Passava di lì ciondolante un grande cane bianco e la goccia ne approfittò subito per attaccarsi ad una sua zampa.
Cammina cammina il trasportatore peloso arrivò in un giardino e la goccia si lasciò scivolare per terra.
Fu accolta dai petali di una piccola margherita.
“Buongiorno e benvenuta,chi sei?” chiese profumoso il fiorellino.
“Sono una goccia e diventerò mare”.
“Allora so chi ti può aiutare…riposati qui e aspettiamo che arrivi il sole,chiederemo a lui”.
Poco dopo in cielo spuntò un placido sole e immediatamente la margherita lo chiamò “ehi sole potresti aiutare questa mia amica goccia..vorrebbe diventare mare”.
“Non c’è problema” rispose con il suo vocione poderoso il sole,”ora vengo a prenderti. Tu dovrai solo fidarti e avere pazienza”.
I caldi raggi del sole scesero veloci,abbracciarono la goccia,la portarono in cielo e la adagiarono dentro una nuvola.
Lì attese paziente per alcuni giorni finchè un pomeriggio sentì strani fragori: la nuvola cominciò ad ondeggiare e la piccola goccia all’improvviso si ritrovò a cadere verso terra.
Fu molto curioso per la goccia vedere dall’alto campi e boschi,e mentre viaggiava verso di loro,si sentì libera e leggera.
Atterrò dentro un fresco fiume e di lì,trascinata dalla corrente,cominciò un nuovo viaggio.
Dopo poco tempo,rotolando come mai gli era successo,si ritrovò in un’immensa distesa d’acqua.
Centinaia di gocce come lei le corsero incontro e l’abbracciarono,offrendogli un pò di sale.
Era il mare.
Era diventata una goccia di mare.
Il suo sogno si era avverato.
Abbracciata alle altre gocce cominciò ad ondeggiare felice.




Dona il 5×1000 ad addiopizzo catania!

..Avevo perso la testa e conquistato un mondo..

Cosi,semplicemente. (…)Bisogna cercare di correre il rischio di dire delle cose sbagliate,di arrivare al punto in cui le cose diventano difficili da esprimere e quindi si pasticcia(…) Foucault.

Più di quanto io sappia dire.

Ma scrivere è una forma sofisticata di silenzio. Baricco. *** (…) Lei domanda se i suoi versi siano buoni. Lo domanda a me. Prima lo ha domandato ad altri. Li invia alle riviste. Li confronta con altre poesie, e si allarma se certe redazioni rifiutano le sue prove. Ora, poiché mi ha autorizzato a consigliarla, le chiedo di rinunciare a tutto questo. Lei guarda all’esterno, ed è appunto questo che ora non dovrebbe fare.Nessuno può darle consiglio o aiuto, nessuno. Non v’è che un mezzo. Guardi dentro di sé. Si interroghi sul motivo che le intima di scrivere; verifichi se esso protenda le radici nel punto più profondo del suo cuore; confessi a se stesso: morirebbe, se le fosse negato di scrivere? Questo soprattutto: si domandi, nell’ora più quieta della sua notte: devo scrivere? Frughi dentro di sé alla ricerca di una profonda risposta. E se sarà di assenso, se lei potrà affrontare con un forte e semplice «io devo» questa grave domanda, allora costruisca la sua vita secondo questa necessità. La sua vita, fin dentro la sua ora più indifferente e misera, deve farsi insegna e testimone di questa urgenza. Allora si avvicini alla natura. Allora cerchi, come un primo uomo, di dire ciò che vede e vive e ama e perde. Non scriva poesie d’amore; eviti dapprima quelle forme che sono troppo correnti e comuni: sono le più difficili, poiché serve una forza grande e già matura per dare un proprio contributo dove sono in abbondanza tradizioni buone e in parte ottime. Perciò rifugga dai motivi più diffusi verso quelli che le offre il suo stesso quotidiano; descriva le sue tristezze e aspirazioni, i pensieri effimeri e la fede in una bellezza qualunque; descriva tutto questo con intima, sommessa, umile sincerità, e usi, per esprimersi, le cose che le stanno intorno, le immagini dei suoi sogni e gli oggetti del suo ricordo. Se la sua giornata le sembra povera, non la accusi; accusi se stesso, si dica che non è abbastanza poeta da evocarne le ricchezze; poiché per chi crea non esiste povertà, né vi sono luoghi indifferenti o miseri. E se anche si trovasse in una prigione; le cui pareti non lasciassero trapelare ai suoi sensi i rumori del mondo, non le, rimarrebbe forse la sua infanzia, quella ricchezza squisita, regale, quello scrigno di ricordi? Rivolga lì la sua attenzione. Cerchi di far emergere le sensazioni sommerse di quell’ampio passato; la sua personalità si rinsalderà, la sua solitudine si farà più ampia e diverrà una casa al crepuscolo, chiusa al lontano rumore degli altri. E se da questa introversione, da questo immergersi nel proprio mondo sorgono versi, allora non le verrà in mente di chiedere a qualcuno se siano buoni versi. Né tenterà di interessare le riviste a quei lavori: poiché in essi lei vedrà il suo caro e naturale possesso, una scheggia e un suono della sua vita. Un’opera d’arte è buona se nasce da necessità. È questa natura della sua origine a giudicarla: altro non v’è. E dunque, egregio signore, non avevo da darle altro consiglio che questo: guardi dentro di sé, esplori le profondità da cui scaturisce la sua vita; a quella fonte troverà risposta alla domanda se lei debba creare. La accetti come suona, senza stare a interpretarla. Si vedrà forse che è chiamato a essere artista. Allora prenda su di sé la sorte, e la sopporti, ne porti il peso e la grandezza, senza mai ambire al premio che può venire dall’esterno. Poiché chi crea deve essere un mondo per sé e in sé trovare tutto, e nella natura sua compagna. Forse, però, anche dopo questa discesa nel suo intimo e nella sua solitudine, dovrà rinunciare a diventare un poeta (basta, come dicevo, sentire che senza scrivere si potrebbe vivere, perché non sia concesso). Ma anche allora, l’introversione che le chiedo non sarà stata vana. La sua vita in ogni caso troverà, da quel momento, proprie vie; e che possano essere buone, ricche e ampie, questo io le auguro più di quanto sappia dire. (…) Rainer Maria Rilke.

La frase più sincera che sai.

Ma certe volte quando iniziavo un nuovo racconto e non riuscivo ad andare avanti,mi sedevo davanti al fuoco, strizzavo la buccia delle piccole arance facendone schizzare l’umore sulla fiamma e e ne guardavo l’azzurro sfrigolio.Mi alzavo in piedi e guardavo fuori sui tetti di Parigi e pensavo:“Non preoccuparti, hai sempre scritto e scriverai ancora.Non devi fare altro che scrivere una frase sincera.Scrivi la frase più sincera che sai.” Ernest Hemingway. *** E’ diventato sangue il tuo amore,é entrato in tutte le mie vene. La tua anima é entrata nella mia. Ho preso il coltello, ho cercato di dire vattene a quel sangue. Ma come immergere nella carne il coltello, come dire all’anima va’ via? Nahabed Kuciag

Funambulismo.

Ti sei presentato come uno sconosciuto, ma uno sconosciuto non avrebbe potuto scrivermi in questo modo. Funambolo?Pensavo buffone..davvero hai questa sensazione?che io sia arrivato improvvisamente,di corsa,ti abbia ficcato in mano l’estremità di una fune e abbia detto:reggila? Avrei voluto..indovinarti,come tu hai indovinato me. Non smettere.nel punto in cui ci troviamo ora ti è proibito proteggermi.E’ il nostro patto,Yair. Questa notte ci scriviamo tutto,mano nella mano,cose vere..scrivi,scrivi tutto quello che ti salta in mente,nella mente tua e mia. La vita è lunga,e voglio raccontare di me stessa, raccontare quello che probabilmente nessuno mi racconterà mai:la mia storia..scrivere senza pretendere nulla. da nessuno. Scrivere solo la mia voce. Grossman.

Ispirazione.

..particolare eccitazione della mente, della fantasia o del sentimento.. Wikipedia.

Sicilia.

Soffre, la Sicilia, di un eccesso d’ identità, nè sò se sia un bene o sia un male.Certo per chi c’è nato dura poco l’allegria di sentirsi seduto sull’ombelico del mondo,subentra presto la sofferenza di non sapere districare fra mille curve e intrecci di sangue il filo del proprio destino.Capire la Sicilia siignifica dunque per un siciliano capire se stesso, assolversi o condannarsi. G.Bufalino. *** L’ingiustizia oggi cammina con passo sicuro. Gli oppressori si fondano su diecimila anni. La violenza garantisce: Com’è, così resterà. Nessuna voce risuona tranne la voce di chi comanda e sui mercati lo sfruttamento dice alto: solo ora io comincio. Ma fra gli oppressi molti dicono ora: quel che vogliamo, non verrà mai. Chi ancora è vivo non dica: mai! Quel che è sicuro non è sicuro. Com’è, così non resterà. Quando chi comanda avrà parlato, parleranno i comandati. Chi osa dire: mai? A chi si deve, se dura l’oppressione? A noi. A chi si deve, se sarà spezzata? Sempre a noi. Chi viene abbattuto, si alzi! Chi è perduto, combatta! Chi ha conosciuto la sua condizione, come lo si potrà fermare? Perché i vinti di oggi sono i vincitori di domani e il mai diventa: oggi! Brecht. *** Siate voi il cambiamento che volete vedere nel mondo. Gandhi. *** Si prega di abolire le notizie per non disturbare le opinioni comuni. Travaglio.

Mi piacerebbe.

Mi piacerebbe non aver visto, nè letto,nè ascoltato mai niente. E poi creare qualcosa. Keith Haring.

..C'è un certo via vai di gente,qui..

  • 77,949 hits

Eppure.

E’ di rugiada, è un mondo di rugiada, eppure,eppure. Kobayashi Issa. *** Impara a camminare sulla neve senza lasciare impronte. Proverbio turco. *** Quando la neve si scioglie, dove va il bianco? Shakespeare.

Categorie

E’ lì.

..ma poi ci sono dei segreti, ed è li che si va a nascondere la felicità.. Baricco.

Ishtar.

Quando sono seduta sulla soglia di una taverna, Io, Ishtar, la Dea, Sono prostituta, madre, sposa e divinità. Sono ciò che si chiama Vita Benchè voi la chiamiate Morte. Sono ciò che si chiama Legge Benchè voi la chiamiate Emarginata. Io sono ciò che voi cercate E quello che avete ottenuto. Io sono ciò che avete diffuso E ora raccoglietene i miei pezzi. *** (...)C'è che ognuno di noi,può resistere sai,aggrappato ad un raggio di sole(...) Ramazzotti.

E solo per questo.

L’ardimento terribile di un attimo di abbandono che un secolo di prudenza non potrà mai ritrattare;per questo,e solo per questo,noi siamo esistiti. T.Eliot.

Ma io sono incauta.

Archer si chinò e lanciò un ciocco sopra la cenere ardente. madame Olenska, tolto il mantello, si sedette su una delle sedie.Archer si appoggiò al camino e la guardò. “adesso sorridi, ma quando mi hai scritto eri triste”, disse. “sì”. Ellen fece una pausa: “ma dato che tu sei qui non riesco a sentirmi triste”.“non rimarrò molto”, ribatté lui, irrigidendo le labbra nello sforzo di non aggiungere altro. “no, lo so. ma io sono incauta: vivo nell’attimo in cui sono felice”. Edith Wharton.

..VeCCHi SCaToLoNi Di PoST..

Per non ferirli.

Dite: è faticoso frequentare bambini. Avete ragione. Poi aggiungete: bisogna mettersi al loro livello, abbassarsi,inclinarsi,curvarsi,farsi piccoli. Ora avete torto. Non è questo che più stanca. E’ piuttosto il fatto di essere obbligati ad innalzarsi fino all’altezza dei loro sentimenti. Tirarsi,allungarsi, alzarsi sulla punta dei piedi. Per non ferirli. Korkzack.

Farsi vivere.

..e culmina perciò nell’accettazione,nell’apertura al fortuito e all’inatteso, nella disponibilità a farsi vivere dalla contingenza.. Irti. *** (…)La guardò. Ma d’uno sguardo per cui guardare già è una parola troppo forte. Sguardo meraviglioso che è vedere senza chiedersi nulla, vedere e basta. Qualcosa come due cose che si toccano – gli occhi e l’immagine- uno sguardo che non prende ma riceve, nel silenzio più assoluto della mente, l’unico sguardo che davvero ci potrebbe salvare - vergine di qualsiasi domanda, ancora non sfregiato dal vizio del sapere - sola innocenza che potrebbe prevenire le ferite delle cose quando da fuori entrano nel cerchio del nostro sentire-vedere-sentire- perché sarebbe nulla di più che un meraviglioso stare davanti, noi e le cose, e negli occhi ricevere il mondo – ricevere – senza domande, perfino senza meraviglia – ricevere -solo- ricevere- negli occhi – il mondo(…) Baricco.

E’ per assicurarti.

Mio carissimo ragazzo, questo e’ per assicurarti del mio amore immortale, eterno per te. Domani sara’ tutto finito. Se la prigione e il disonore saranno il mio destino, pensa che il mio amore per te e questa idea, questa convinzione ancora piu’ divina, che tu a tua volta mi ami, mi sosterranno nella mia infelicita’ e mi renderanno capace, spero, di sopportare il mio dolore con ogni pazienza. Poiche’ la speranza, anzi, la certezza, di incontrarti di nuovo in un altro mondo e’ la meta e l’ incoraggiamento della mia vita attuale, ah! debbo continuare a vivere in questo mondo, per questa ragione.(...)Quanto a te (grazioso ragazzo dal cuore degno di un Cristo), quanto a te, ti prego, non appena avrai fatto tutto quello che puoi fare, parti per l’ Italia e riconquista la tua calma, e componi quelle belle poesie che sai fare tu, con quella grazia cosi’ strana. Non esporti all’ Inghilterra per nessuna ragione al mondo. Se un giorno, a Corfu’ o in qualche isola incantata, ci fosse una casetta dove potessimo vivere insieme, oh! la vita sarebbe piu’ dolce di quanto sia stata mai. Il tuo amore ha ali larghe ed e’ forte, il tuo amore mi giunge attraverso le sbarre della mia prigione e mi conforta, il tuo amore e’ la luce di tutte le mie ore. Se il fato ci sara’ avverso, coloro che non sanno cos’e’ l’amore scriveranno, lo so, che ho avuto una cattiva influenza sulla tua vita. Se cio’ avverra’, tu scriverai, tu dirai a tua volta che non e’ vero. Il nostro amore e’ sempre stato bello e nobile, e se io sono stato il bersaglio di una terribile tragedia, e’ perche’ la natura di quell’ amore non e’ stata compresa. Nella tua lettera di stamattina tu dici una cosa che mi da’ coraggio. Debbo ricordarla. Scrivi che e’ mio dovere verso di te e verso me stesso vivere, malgrado tutto. Credo sia vero. Ci provero’ e lo faro’.(...)Sono cosi’ felice che tu sia partito! So cosa deve esserti costato. Per me sarebbe stato un tormento pensarti in In- ghilterra mentre il tuo nome veniva fatto in tribunale.(...) Oh! possa io vivere per toccare i tuoi capelli e le tue mani. Credo che il tuo amore vegliera’ sulla mia vita. Se dovessi morire, voglio che tu viva una vita dolce e pacifica in qualche luogo fra fiori, quadri, libri, e moltissimo lavoro. Cerca di farmi avere tue notizie. Ti scrivo questa lettera in mezzo a grandi sofferenze ; la lunga giornata in tribunale mi ha spossato. Carissimo ragazzo, dolcissimo fra tutti i giovani, amatissimo e piu’ amabile. Oh! aspettami! aspettami! io sono ora, come sempre dal giorno in cui ci siamo conosciuti, devotamente il tuo, con un amore immortale. Oscar.

E il mandarino se ne andò.

Un mandarino era innamorato di una cortigiana. “Sarò vostra – disse lei – solo quando voi avrete passato cento notti ad aspettarmi seduto su uno sgabello, nel mio giardino, sotto la mia finestra”. Ma, alla novantanovesima notte, il mandarino si alzò, prese il suo sgabello sotto il braccio e se ne andò. Roland Barthes.

Be innocent.

..Di una bellezza in intenzionale; la bellezza per errore è l’ultima fase della storia della bellezza. Kundera. *** …and if they tell you that’s a sin,love your sin and you’ll be innocent… Shakespeare.

Questo mio corpo senza più seta.

Non aver paura, non muoverti, resta in silenzio, nessuno ci vedrà. Rimani così, ti voglio guardare, io ti ho guardato tanto ma non eri per me, adesso sei per me, non avvicinarti, ti prego, resta come sei, abbiamo una notte per noi, e io voglio guardarti, non ti ho mai visto così, il tuo corpo per me, la tua pelle, chiudi gli occhi e.. sono così belle le tue mani, le ho sognate tante volte adesso le voglio vedere.. ..Sono qui, ti posso sfiorare, è seta questa la senti? È la seta del mio vestito, non aprire gli occhi e avrai la mia pelle avrai le mie labbra.. se non mi credi apri gli occhi signore amato mio e guardami, sono io, chi potrà mai cancellare questo istante che accade, e questo mio corpo senza più seta.. non c’è più tempo per fuggire ne forza per resistere, doveva essere questo istante, e questo istante è, credimi, signore amato mio, quest’istante sarà, da adesso in poi, sarà, fino alla fine… Noi non ci vedremo più, signore.Quel che era per noi, l’abbiamo fatto, e voi lo sapete. Credetemi: l’abbiamo fatto per sempre.. Baricco.

Applausi.

..Ti criticheranno sempre, parleranno male di te e sarà difficile che incontri qualcuno al quale tu possa andare bene come sei. Quindi: vivi come credi, fai quello che ti dice il cuore… la vita è un’opera di teatro che non ha prove iniziali. Canta, ridi, balla, ama… e vivi intensamente ogni momento della tua vita… prima che cali il sipario e l’opera finisca senza applausi.. Chaplin.

La seconda è riuscirci.

Ci sono due tragedie nella vita: la prima è non riuscire a soddisfare i propri desideri, la seconda è riuscirci. Shaw.

Molti di questi valori non ho conosciuto.

Considero valore ogni forma di vita, la neve, la fragola, la mosca. Considero valore il regno minerale, l’assemblea delle stelle. Considero valore il vino finchè dura il pasto, un sorriso involontario, la stanchezza di chi non si e’ risparmiato, due vecchi che si amano. Considero valore quello che domani non varra’ piu’ niente, e quello che oggi vale ancora poco. Considero valore tutte le ferite. Considero valore risparmiare acqua, riparare un paio di scarpe, tacere in tempo, accorrere a un grido, chiedere permesso prima di sedersi, provare gratitudine senza ricordarsi di che. Considero valore sapere in una stanza dov’e’ il nord, qual’e’ il nome del vento che sta asciugando il bucato. Considero valore il viaggio del vagabondo, la clausura della monaca, la pazienza del condannato, qualunque colpa sia. Considero valore l’uso del verbo amare e l’ipotesi che esista un creatore. Molti di questi valori non ho conosciuto. Erri de Luca.

Piccola rae.

(...)Non posso venire da te, perché già ti sono accanto. Tu non sei piccola, perché già sei cresciuta: sei grande e giochi con il tempo e la vita – come tutti facciamo – per il gusto di vivere. Tu non hai compleanno, perché sei sempre vissuta; non sei mai nata, e mai morirai. Non sei figlia di coloro che tu chiami papà e mamma, bensì loro compagna d’avventure, in viaggio alla scoperta delle cose del mondo, per capirle. Ogni regalo che ti fa un amico è un augurio di felicità: così pure questo anello. Vola libera e felice, al di là dei compleanni, in un tempo senza fine, nel persempre. Di tanto in tanto noi c’incontreremo – quando ci piacerà – nel bel mezzo dell’unica festa che non può mai finire. Bach.

Casualmente.

Davvero ci sono momenti in cui l’onnipresente e logica rete delle sequenze casuali si arrende, colta di sorpresa dalla vita, e scende in platea, mescolandosi tra il pubblico, per lasciare che sul palco, sotto le luci della libertà vertiginosa e improvvisa, una mano invisibile peschi nell’infinito grembo del possibile e tra milioni di cose, una sola ne lasci accadere. Baricco.

Ci sono dei posti.

E ti crederanno pazzo.

(..)Tu, tu avrai delle stelle come nessuno ha.. Quando tu guarderai il cielo, la notte, visto che io abiterò in una di esse, visto che io riderò in una di esse, allora sarà per te come se tutte le stelle ridessero. Tu avrai, tu solo, delle stelle che sanno ridere! E quando ti sarai consolato (ci si consola sempre), sarai contento di avermi conosciuto. Sarai sempre il mio amico. Avrai voglia di ridere con me. E aprirai a volte la finestra, così, per il piacere… E i tuoi amici saranno stupiti di vederti ridere guardando il cielo. Allora tu dirai: “Sì, le stelle mi fanno sempre ridere!” e ti crederanno pazzo(..) Antoine de Saint-Exupéry.

E per me non c’è niente?

Si,la neve. *** Le sono perdonati i suoi molti peccati,poichè ha molto amato. Invece quello a cui si perdona poco,ha amato poco. Luca,7,37-47.

Senza farti del male.

(...)Sono i desideri che salvano. Baricco *** Ricordati che non è un disonore smarrirsi nell'immensa foresta della vita. Janusz Korczak

Follow

Get every new post delivered to your Inbox.