Archivio Autore di chiaretta

23
Dic
09

C’è poca aria di stelle.

Ti ricordi? – chiese, nel paradiso degli animali, l’anima del somarello all’anima del bue quella notte, tanti anni fa, quando ci siamo trovati in una specie di capanna…
Lasciami pensare… Ma sì confermò il bue nella mangiatoia c’era un bambino appena nato.
Come potrei dimenticare? Era un bambino così bello.
Da allora – fece l’asino -sai quanti anni sono passati?
Quasi duemila!… E lo sai chi era quel bambino?
Come faccio a saperlo? Era gente di passaggio…
L’asinello sussurrò qualche cosa in un orecchio al bue.
Ma no! – fece costui sbalordito. -Sul serio?
Sì. Pensa che da allora, gli uomini, ogni anno, fanno gran festa per l’anniversario di quella nascita. Tu li vedessi.
È il tempo della serenità, della dolcezza, della pace, delle gioie familiari.
Lo chiamano Natale. Anzi, amico, mi viene un’idea.
Ti porto sulla Terra.
Partirono. Lievi lievi, planarono dal cielo sulla Terra, puntando verso una miriade di lumi.
Era una grandissima città e offriva uno spettacolo impressionante: vetrine colorate, festoni, abeti scintillanti di lumi e poi lo sterminato ingorgo di automobili e il formicolio vertiginoso della gente che andava e veniva, si accalcava nei negozi, si caricava di pacchi e pacchetti, tutti con un’espressione ansiosa e frenetica.
A quella vista il somarello sembrava divertito.
Il bue, invece, si guardava intorno con spavento.
Senti, amico asinello, tu mi hai detto che mi portavi a vedere il Natale.
Ma devi esserti sbagliato. Qui stanno facendo la guerra!
Ma non vedi come sono tutti contenti?
Contenti? A me sembrano pazzi!
No, nò, è solo il Natale.
Ce n’è troppo di Natale, allora.
Ma ti ricordi quella notte, a Betlemme, la capanna, i pastori, quel bel bambino?
Era freddo, eppure c’era una pace!
È vero. E quelle zampogne lontane, che si sentivano appena.
E la stella? Non ti ricordi che razza di stella, proprio sopra la capanna?
Chissà che non ci sia ancora! ,
Ho idea di no! – disse il bue. C’è poca aria di stelle qui.
Alzarono i musi a guardare, e infatti non si vedeva niente.

Dino Buzzati

22
Dic
09

A Natale puoi.

Come ogni anno,questa canzoncina entra nelle case di tutti gli italiani,
portando con sè una grossa bugia. A Natale puoi,fare quello che non puoi fare mai.
A Natale si può amare di più. A Natale si può dare di più.
Lo so,ho già scritto in merito. A me questa canzoncina non mi convince per niente,
anche se a cantarla sono dei bimbi dolcissimi.
No,no bambini. Natale è un giorno meraviglioso,Dicembre è un mese magico,
ma solo se stai bene anche a Novembre e a Gennaio.
La magia,le lucine colorate,i regali di Natale,il pandoro,sono solo delle nostre..proiezioni,
della VOGLIA che abbiamo di magia,di accendere le luci,di stupire con un bel regalo,
di sentirci soddisfatti quando abbiamo le mani unte di zucchero a velo.
Ma se a Natale no puoi,mangiare il pandoro,fare l’albero,regalare ciò che farebbe contento la persona a cui vuoi bene.. che Natale è? Allora non è meglio rispolverare un pò il concetto di Natale nel rispetto di chi,e non voglio parlare solo di..grandi problemi,a Natale non può amare e dare di più,o fare quello che non può fare mai?
Natale è una festa comandata. Non dimentichiamolo. A Natale devi,essere felice. A Natale devi,fare i regalini.
A Natale devi,abbuffarti. A Natale devi,stare con le persone a cui vuoi bene. Ma non si vuole bene solo a chi si ha accanto. Non si ha fame solo di dolci e piatti elaborati. E se si avesse voglia di una bella minestra,per il giorno di Natale? Sfido chiunque a trovare qualcuno che si metta a prepararla come piatto di Natale.
Se però la trovi,e se la mangia con te,rinunciando ad alberello e regalini,allora è davvero Natale. Nel cuore.

17
Dic
09

Cado dalle nubi.

Se vi piace la comicità di Checco Zalone,
non potete non andare a vedere il suo film!

15
Dic
09

Almeno tu.

Un punto sai.

M.M.

13
Dic
09

Numerologia.

Se il numero perfetto è il 3,dispari,perchè ci rifugiamo nei numeri pari?
Perchè il pari è rassicurante,dice D. Vero.
…Però il dispari è ricchezza. Ha qualcosa di più.
Proprio quello che lo rende dispari. E perfetto.

13
Dic
09

Stelle che ora tacciono.

Ma daranno un senso a quel cielo.

R.Zero.

12
Dic
09

Uguale a lei.

..L’orgoglio ed il coraggio lei
Come un tesoro l’oro dentro gli occhi suoi..
e mille cose che non sai
che può insegnarti solo lei
..lei la tua ragione il tuo perché
il centro del tuo vivere
..lei lo specchio dove tornerai
dove ti riconoscerai
semplicemente come sei, uguale a lei.
..lei regala i suoi sorrisi senza mai
svelare al mondo quando non ne ha
privando il suo dolore libertà,
lei forse è l’amore che non ha pietà
che ti arricchisce con la povertà
di un gesto semplice che eternità..

Pausini.

Lei,dice che non ha il dono della scrittura come me(?).
Lei,dice che però,di cose da raccontare,ne avrebbe.
Ma dice che a parole è più brava.
No,M.,non sei brava nemmeno con le parole.
Tu ami i fatti,i gesti,i fatti,i gesti,i fatti.

Non dimenticherò mai quando mi hai raccontato la tua storia.
E’ stato lì che ti ho capita. Ma capita davvero.
Non scorderò mai nemmeno quando me l’hai raccontata nel dettaglio,
tutto d’un fiato,quella storia,mentre andavamo a trovare N. in ospedale.
Ricordo che ho pianto. Non sono storie che capitano tutti i giorni.
Non sono storie che si raccontano con cosi tanta compostezza e sensibilità
allo stesso tempo. Ma tu,ce l’hai fatta. E questa storia,me l’hai fatta entrare nel cuore.
Credo che L. te ne sia grato per questo.

…Avevo provato a spiare te e P. nelle vostre lettere di quando eravate fidanzati.
Ma mi mancava sempre un passaggio,mi sfuggivate,non vi capivo.
Un treno,la Francia,P. innamorato,tu pure,ma restia. Perchè? L.

Alla Vita non si comanda. Ti lascia quando meno te lo aspetti,
o dopo un percorso di Sofferenza.

Ma anche al Cuore non si comanda. Arriva quando meno te lo aspetti,
o impari ad accoglierlo dopo un percorso di Amore.

Tu questi percorsi li hai fatti entrambi. Ed è qui che sta la tua ricchezza.
Ora l’ho capito.

Quel giorno che mi hai trovato con tutte quelle lettere tra le mani,
cuoriosa di curiosare nel vostro passato. Non sapevo che avrei trovato anche il Tuo,
di passato. Eri giovane,eri come me. Eri innamorata. E fidanzata.
Poi però è arrivata lei a separarvi,la nera signora,preceduta dalla sua compagna
preferita e maledetta. Una malattia. Sofferenze. Sofferenze. Sofferenze.
Ma tu le accetti,per lui e con lui. Le vivete insieme. Fino all’ultimo.
Fino a chè L. se ne è andato. Lasciandoti sola,probabilmente stanca,e con il senno di poi,
un pizzico indurita.

Potrei morire solo a mettermi nei tuoi panni.
Ma tu invece.. hai resistito,con lui. Sempre. Come hai fatto,M.?
Chi ti ha dato questa forza? Questo amore?

Però non è bastato. Lui è volato lassù. E tu sei rimasta qui.

Ed è arrivato P.

Che L. lo sapesse già? Che fosse questo il suo ..ultimo desiderio?
Vederti felice,con chi poteva meritarti? P.

Una coppia benedetta.
Forse è per questo che il vostro amore è cosi al di sopra di tutto?
Forse è per questo che lo ami cosi tanto,a P.?
Perchè hai capito che P. ,cosi come l’amore,è un dono?

Non dovrebbe servire la Morte,per capirlo.
Ma a volte noi umani siamo un pò duri a capire le cose.

Un angelo se nè andato dalla tua vita,
e un altro angelo ne è entrato a fare parte.

Era forse però una Felicità troppo dolorosa da accettare. Ancora.

Ma l’Amore sa aspettare. P. ti ha aspettata. Tu,Ti sei aspettata.
Hai preso fiato,e hai avuto il coraggio di ri abbandonarti alla Vita.

Forse è questa la tua luce in più,M.?

Quella luce che deve aver visto A. quando in un pomeriggio speciale di Dicembre,
ti ha incontrata al supermercato. Tra i carrelli e i panettoni.
Quanti anni che non vi vedevate.
Come fai ad essere sempre cosi bella?
Lei no. Lei ha le rughe. Una vita difficile.
Dopo che L. se ne è andato,molte altre sono state le cose che per lei sono andate.. male.
E te le racconta. Diventa rossa,si scusa,ma le lacrime scendono sole.
Ti guarda dritta negli occhi cosi tante volte. Ti ringrazia. Tu e la tua famiglia,per L. siete stati fondamentali.
L. ti adorava. Con tutto il rispetto per tuo papà,C. che è una persona meravigliosa,
ed era un caro collega di L.
Ma tu,C.,togliti gli occhiali da sole. Sei la fotocopia di M.

Uno strano triangolo. C’era il passato,L.,negli occhi di A.
C’era il presente,M.,con me accanto.
Chissà se a L. sarei piaciuta. chissà se ci stava guardando. Se gli fischiavano le orecchie.

…L. però se tu fossi stato qui,io non ci sarei.
Lo so,è egosita da parte mia dirlo,ma è cosi.

Anche M. si commuove. A. invece piange quasi a dirotto.
Io dico loro che stanno facendo emozionare pure me,che L. non l’ho mai conosciuto.

M. offre ad A. la sua vicinanza. Ma A. non vuole.
Dice che potrebbe turbarla,farle riaffiorare i ricordi,e mutare gli equilibri.

No,A. volevo dirle. M. è forte. M. sa commuoversi,senza.. muoversi.
M. sa emozionarsi,rimanendo ferma e composta. M. sa ricordare,senza per questo dimenticare il suo presente.
M. sa raccontare la sua storia,anche se non ha il dono della scrittura.
Perchè le storie personali,quelle che conservi dentro di te,le possono raccontare tutti.
Non tutti hanno il coraggio di viverle.
M.,tu ce l’hai avuto,questo coraggio. E se sono stata in grado,un pò,
di raccontare io al posto tuo,la tua storia,
è perchè me l’hai raccontata come nessun poeta o nessuno scrittore avrebbe mai saputo fare.

Ti voglio bene.

Questo post,è per Te.

12
Dic
09

Metà.

Oggi percorrevo il vialetto che porta a casa mia.Un freddo cane.
La prospettiva era un cielo nero,ma cosi nero che non l’avevo mai visto.
Eppure. Sopra di me,il sole.No,detto cosi sembro sull’egocentrico andante.
Dicevo. Che avevo notato un cielo nero che più nero non si può,eppure,
dall’altra parte,risplendeva un sole che quasi riusciva a scaldarmi,nonostante il freddo pungente.
Anche il cielo sa dividersi a metà.

11
Dic
09

24.

Quando ero piccola e giocavo “a persona”
(=a impersonare qualcun’altro)
mi inventavo sempre il mio back ground: nome,età,dove vivevo,con chi,cosa facevo nella vita.
E ricordo perfettamente che come età fingevo sempre di avere 24 anni.
Mi sentivo grande,pensando di avere 24.
Oggi,24,li ho veramente. Vorrà mica dire che devo smettere di giocare? :oops: :lol: :oops:

10
Dic
09

La minaccia di babbo natale.

Copisteria. Un metro per un metro. Due sorelline piangono e strillano.
Devo fare una fotocopia. Solo una fotocopia. Le bambine non smettono di piagnucolare.
La mamma non riesce a farmi la fotocopia. Interviene il papà: smettetela,lasciate stare la mamma,
venite qui. Altrimenti chiamo Babbo Natale e gli dico di non venire…
Noooooooooo! Urlano le bambine. E tacciono accucciate al papà.
… Pure i bambini sono ricattabili :lol:




..Avevo perso la testa e conquistato un mondo..

Cosi,semplicemente. (…)Bisogna cercare di correre il rischio di dire delle cose sbagliate,di arrivare al punto in cui le cose diventano difficili da esprimere e quindi si pasticcia(…) Foucault.

Più di quanto io sappia dire.

Ma scrivere è una forma sofisticata di silenzio. Baricco. *** *** (…) Lei domanda se i suoi versi siano buoni. Lo domanda a me. Prima lo ha domandato ad altri. Li invia alle riviste. Li confronta con altre poesie, e si allarma se certe redazioni rifiutano le sue prove. Ora, poiché mi ha autorizzato a consigliarla, le chiedo di rinunciare a tutto questo. Lei guarda all’esterno, ed è appunto questo che ora non dovrebbe fare.Nessuno può darle consiglio o aiuto, nessuno. Non v’è che un mezzo. Guardi dentro di sé. Si interroghi sul motivo che le intima di scrivere; verifichi se esso protenda le radici nel punto più profondo del suo cuore; confessi a se stesso: morirebbe, se le fosse negato di scrivere? Questo soprattutto: si domandi, nell’ora più quieta della sua notte: devo scrivere? Frughi dentro di sé alla ricerca di una profonda risposta. E se sarà di assenso, se lei potrà affrontare con un forte e semplice «io devo» questa grave domanda, allora costruisca la sua vita secondo questa necessità. La sua vita, fin dentro la sua ora più indifferente e misera, deve farsi insegna e testimone di questa urgenza. Allora si avvicini alla natura. Allora cerchi, come un primo uomo, di dire ciò che vede e vive e ama e perde. Non scriva poesie d’amore; eviti dapprima quelle forme che sono troppo correnti e comuni: sono le più difficili, poiché serve una forza grande e già matura per dare un proprio contributo dove sono in abbondanza tradizioni buone e in parte ottime. Perciò rifugga dai motivi più diffusi verso quelli che le offre il suo stesso quotidiano; descriva le sue tristezze e aspirazioni, i pensieri effimeri e la fede in una bellezza qualunque; descriva tutto questo con intima, sommessa, umile sincerità, e usi, per esprimersi, le cose che le stanno intorno, le immagini dei suoi sogni e gli oggetti del suo ricordo. Se la sua giornata le sembra povera, non la accusi; accusi se stesso, si dica che non è abbastanza poeta da evocarne le ricchezze; poiché per chi crea non esiste povertà, né vi sono luoghi indifferenti o miseri. E se anche si trovasse in una prigione; le cui pareti non lasciassero trapelare ai suoi sensi i rumori del mondo, non le, rimarrebbe forse la sua infanzia, quella ricchezza squisita, regale, quello scrigno di ricordi? Rivolga lì la sua attenzione. Cerchi di far emergere le sensazioni sommerse di quell’ampio passato; la sua personalità si rinsalderà, la sua solitudine si farà più ampia e diverrà una casa al crepuscolo, chiusa al lontano rumore degli altri. E se da questa introversione, da questo immergersi nel proprio mondo sorgono versi, allora non le verrà in mente di chiedere a qualcuno se siano buoni versi. Né tenterà di interessare le riviste a quei lavori: poiché in essi lei vedrà il suo caro e naturale possesso, una scheggia e un suono della sua vita. Un’opera d’arte è buona se nasce da necessità. È questa natura della sua origine a giudicarla: altro non v’è. E dunque, egregio signore, non avevo da darle altro consiglio che questo: guardi dentro di sé, esplori le profondità da cui scaturisce la sua vita; a quella fonte troverà risposta alla domanda se lei debba creare. La accetti come suona, senza stare a interpretarla. Si vedrà forse che è chiamato a essere artista. Allora prenda su di sé la sorte, e la sopporti, ne porti il peso e la grandezza, senza mai ambire al premio che può venire dall’esterno. Poiché chi crea deve essere un mondo per sé e in sé trovare tutto, e nella natura sua compagna. Forse, però, anche dopo questa discesa nel suo intimo e nella sua solitudine, dovrà rinunciare a diventare un poeta (basta, come dicevo, sentire che senza scrivere si potrebbe vivere, perché non sia concesso). Ma anche allora, l’introversione che le chiedo non sarà stata vana. La sua vita in ogni caso troverà, da quel momento, proprie vie; e che possano essere buone, ricche e ampie, questo io le auguro più di quanto sappia dire. (…) Rainer Maria Rilke.

La frase più sincera che sai.

Ma certe volte quando iniziavo un nuovo racconto e non riuscivo ad andare avanti,mi sedevo davanti al fuoco, strizzavo la buccia delle piccole arance facendone schizzare l’umore sulla fiamma e e ne guardavo l’azzurro sfrigolio.Mi alzavo in piedi e guardavo fuori sui tetti di Parigi e pensavo:“Non preoccuparti, hai sempre scritto e scriverai ancora.Non devi fare altro che scrivere una frase sincera.Scrivi la frase più sincera che sai.” Ernest Hemingway.

Funambulismo.

Ti sei presentato come uno sconosciuto, ma uno sconosciuto non avrebbe potuto scrivermi in questo modo. Funambolo?Pensavo buffone..davvero hai questa sensazione?che io sia arrivato improvvisamente,di corsa,ti abbia ficcato in mano l’estremità di una fune e abbia detto:reggila? Avrei voluto..indovinarti,come tu hai indovinato me. Non smettere.nel punto in cui ci troviamo ora ti è proibito proteggermi.E’ il nostro patto,Yair. Questa notte ci scriviamo tutto,mano nella mano,cose vere..scrivi,scrivi tutto quello che ti salta in mente,nella mente tua e mia. La vita è lunga,e voglio raccontare di me stessa, raccontare quello che probabilmente nessuno mi racconterà mai:la mia storia..scrivere senza pretendere nulla. da nessuno. Scrivere solo la mia voce. Grossman.

Ispirazione.

..particolare eccitazione della mente, della fantasia o del sentimento.. Wikipedia.

Sicilia.

Soffre, la Sicilia, di un eccesso d’ identità, nè sò se sia un bene o sia un male.Certo per chi c’è nato dura poco l’allegria di sentirsi seduto sull’ombelico del mondo,subentra presto la sofferenza di non sapere districare fra mille curve e intrecci di sangue il filo del proprio destino.Capire la Sicilia siignifica dunque per un siciliano capire se stesso, assolversi o condannarsi. G.Bufalino. *** L’ingiustizia oggi cammina con passo sicuro. Gli oppressori si fondano su diecimila anni. La violenza garantisce: Com’è, così resterà. Nessuna voce risuona tranne la voce di chi comanda e sui mercati lo sfruttamento dice alto: solo ora io comincio. Ma fra gli oppressi molti dicono ora: quel che vogliamo, non verrà mai. Chi ancora è vivo non dica: mai! Quel che è sicuro non è sicuro. Com’è, così non resterà. Quando chi comanda avrà parlato, parleranno i comandati. Chi osa dire: mai? A chi si deve, se dura l’oppressione? A noi. A chi si deve, se sarà spezzata? Sempre a noi. Chi viene abbattuto, si alzi! Chi è perduto, combatta! Chi ha conosciuto la sua condizione, come lo si potrà fermare? Perché i vinti di oggi sono i vincitori di domani e il mai diventa: oggi! Brecht. *** Siate voi il cambiamento che volete vedere nel mondo. Gandhi. *** Si prega di abolire le notizie per non disturbare le opinioni comuni. Travaglio.

Mi piacerebbe.

Mi piacerebbe non aver visto, nè letto,nè ascoltato mai niente. E poi creare qualcosa. Keith Haring.

..C'è un certo via vai di gente,qui..

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Eppure.

E’ di rugiada, è un mondo di rugiada, eppure,eppure. Kobayashi Issa. *** Impara a camminare sulla neve senza lasciare impronte. Proverbio turco. *** Quando la neve si scioglie, dove va il bianco? Shakespeare.

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E’ lì.

..ma poi ci sono dei segreti, ed è li che si va a nascondere la felicità.. Baricco.

E solo per questo.

L’ardimento terribile di un attimo di abbandono che un secolo di prudenza non potrà mai ritrattare;per questo,e solo per questo,noi siamo esistiti. T.Eliot.

Ma io sono incauta.

Archer si chinò e lanciò un ciocco sopra la cenere ardente. madame Olenska, tolto il mantello, si sedette su una delle sedie.Archer si appoggiò al camino e la guardò. “adesso sorridi, ma quando mi hai scritto eri triste”, disse. “sì”. Ellen fece una pausa: “ma dato che tu sei qui non riesco a sentirmi triste”.“non rimarrò molto”, ribatté lui, irrigidendo le labbra nello sforzo di non aggiungere altro. “no, lo so. ma io sono incauta: vivo nell’attimo in cui sono felice”. Edith Wharton.

..VeCCHi SCaToLoNi Di PoST..

Per non ferirli.

Dite: è faticoso frequentare bambini. Avete ragione. Poi aggiungete: bisogna mettersi al loro livello, abbassarsi,inclinarsi,curvarsi,farsi piccoli. Ora avete torto. Non è questo che più stanca. E’ piuttosto il fatto di essere obbligati ad innalzarsi fino all’altezza dei loro sentimenti. Tirarsi,allungarsi, alzarsi sulla punta dei piedi. Per non ferirli. Korkzack.

Farsi vivere.

..e culmina perciò nell’accettazione,nell’apertura al fortuito e all’inatteso, nella disponibilità a farsi vivere dalla contingenza.. Irti. *** (…)La guardò. Ma d’uno sguardo per cui guardare già è una parola troppo forte. Sguardo meraviglioso che è vedere senza chiedersi nulla, vedere e basta. Qualcosa come due cose che si toccano – gli occhi e l’immagine- uno sguardo che non prende ma riceve, nel silenzio più assoluto della mente, l’unico sguardo che davvero ci potrebbe salvare - vergine di qualsiasi domanda, ancora non sfregiato dal vizio del sapere - sola innocenza che potrebbe prevenire le ferite delle cose quando da fuori entrano nel cerchio del nostro sentire-vedere-sentire- perché sarebbe nulla di più che un meraviglioso stare davanti, noi e le cose, e negli occhi ricevere il mondo – ricevere – senza domande, perfino senza meraviglia – ricevere -solo- ricevere- negli occhi – il mondo(…) Baricco.

E’ per assicurarti.

Mio carissimo ragazzo, questo e’ per assicurarti del mio amore immortale, eterno per te. Domani sara’ tutto finito. Se la prigione e il disonore saranno il mio destino, pensa che il mio amore per te e questa idea, questa convinzione ancora piu’ divina, che tu a tua volta mi ami, mi sosterranno nella mia infelicita’ e mi renderanno capace, spero, di sopportare il mio dolore con ogni pazienza. Poiche’ la speranza, anzi, la certezza, di incontrarti di nuovo in un altro mondo e’ la meta e l’ incoraggiamento della mia vita attuale, ah! debbo continuare a vivere in questo mondo, per questa ragione.(...)Quanto a te (grazioso ragazzo dal cuore degno di un Cristo), quanto a te, ti prego, non appena avrai fatto tutto quello che puoi fare, parti per l’ Italia e riconquista la tua calma, e componi quelle belle poesie che sai fare tu, con quella grazia cosi’ strana. Non esporti all’ Inghilterra per nessuna ragione al mondo. Se un giorno, a Corfu’ o in qualche isola incantata, ci fosse una casetta dove potessimo vivere insieme, oh! la vita sarebbe piu’ dolce di quanto sia stata mai. Il tuo amore ha ali larghe ed e’ forte, il tuo amore mi giunge attraverso le sbarre della mia prigione e mi conforta, il tuo amore e’ la luce di tutte le mie ore. Se il fato ci sara’ avverso, coloro che non sanno cos’e’ l’amore scriveranno, lo so, che ho avuto una cattiva influenza sulla tua vita. Se cio’ avverra’, tu scriverai, tu dirai a tua volta che non e’ vero. Il nostro amore e’ sempre stato bello e nobile, e se io sono stato il bersaglio di una terribile tragedia, e’ perche’ la natura di quell’ amore non e’ stata compresa. Nella tua lettera di stamattina tu dici una cosa che mi da’ coraggio. Debbo ricordarla. Scrivi che e’ mio dovere verso di te e verso me stesso vivere, malgrado tutto. Credo sia vero. Ci provero’ e lo faro’.(...)Sono cosi’ felice che tu sia partito! So cosa deve esserti costato. Per me sarebbe stato un tormento pensarti in In- ghilterra mentre il tuo nome veniva fatto in tribunale.(...) Oh! possa io vivere per toccare i tuoi capelli e le tue mani. Credo che il tuo amore vegliera’ sulla mia vita. Se dovessi morire, voglio che tu viva una vita dolce e pacifica in qualche luogo fra fiori, quadri, libri, e moltissimo lavoro. Cerca di farmi avere tue notizie. Ti scrivo questa lettera in mezzo a grandi sofferenze ; la lunga giornata in tribunale mi ha spossato. Carissimo ragazzo, dolcissimo fra tutti i giovani, amatissimo e piu’ amabile. Oh! aspettami! aspettami! io sono ora, come sempre dal giorno in cui ci siamo conosciuti, devotamente il tuo, con un amore immortale. Oscar.

E il mandarino se ne andò.

Un mandarino era innamorato di una cortigiana. “Sarò vostra – disse lei – solo quando voi avrete passato cento notti ad aspettarmi seduto su uno sgabello, nel mio giardino, sotto la mia finestra”. Ma, alla novantanovesima notte, il mandarino si alzò, prese il suo sgabello sotto il braccio e se ne andò. Roland Barthes.

Be innocent.

..Di una bellezza in intenzionale; la bellezza per errore è l’ultima fase della storia della bellezza. Kundera. *** …and if they tell you that’s a sin,love your sin and you’ll be innocent… Shakespeare.

Questo mio corpo senza più seta.

Non aver paura, non muoverti, resta in silenzio, nessuno ci vedrà. Rimani così, ti voglio guardare, io ti ho guardato tanto ma non eri per me, adesso sei per me, non avvicinarti, ti prego, resta come sei, abbiamo una notte per noi, e io voglio guardarti, non ti ho mai visto così, il tuo corpo per me, la tua pelle, chiudi gli occhi e.. sono così belle le tue mani, le ho sognate tante volte adesso le voglio vedere.. ..Sono qui, ti posso sfiorare, è seta questa la senti? È la seta del mio vestito, non aprire gli occhi e avrai la mia pelle avrai le mie labbra.. se non mi credi apri gli occhi signore amato mio e guardami, sono io, chi potrà mai cancellare questo istante che accade, e questo mio corpo senza più seta.. non c’è più tempo per fuggire ne forza per resistere, doveva essere questo istante, e questo istante è, credimi, signore amato mio, quest’istante sarà, da adesso in poi, sarà, fino alla fine… Noi non ci vedremo più, signore.Quel che era per noi, l’abbiamo fatto, e voi lo sapete. Credetemi: l’abbiamo fatto per sempre.. Baricco.

Applausi.

..Ti criticheranno sempre, parleranno male di te e sarà difficile che incontri qualcuno al quale tu possa andare bene come sei. Quindi: vivi come credi, fai quello che ti dice il cuore… la vita è un’opera di teatro che non ha prove iniziali. Canta, ridi, balla, ama… e vivi intensamente ogni momento della tua vita… prima che cali il sipario e l’opera finisca senza applausi.. Chaplin.

La seconda è riuscirci.

Ci sono due tragedie nella vita: la prima è non riuscire a soddisfare i propri desideri, la seconda è riuscirci. Shaw.

Molti di questi valori non ho conosciuto.

Considero valore ogni forma di vita, la neve, la fragola, la mosca. Considero valore il regno minerale, l’assemblea delle stelle. Considero valore il vino finchè dura il pasto, un sorriso involontario, la stanchezza di chi non si e’ risparmiato, due vecchi che si amano. Considero valore quello che domani non varra’ piu’ niente, e quello che oggi vale ancora poco. Considero valore tutte le ferite. Considero valore risparmiare acqua, riparare un paio di scarpe, tacere in tempo, accorrere a un grido, chiedere permesso prima di sedersi, provare gratitudine senza ricordarsi di che. Considero valore sapere in una stanza dov’e’ il nord, qual’e’ il nome del vento che sta asciugando il bucato. Considero valore il viaggio del vagabondo, la clausura della monaca, la pazienza del condannato, qualunque colpa sia. Considero valore l’uso del verbo amare e l’ipotesi che esista un creatore. Molti di questi valori non ho conosciuto. Erri de Luca.

Piccola rae.

(...)Non posso venire da te, perché già ti sono accanto. Tu non sei piccola, perché già sei cresciuta: sei grande e giochi con il tempo e la vita – come tutti facciamo – per il gusto di vivere. Tu non hai compleanno, perché sei sempre vissuta; non sei mai nata, e mai morirai. Non sei figlia di coloro che tu chiami papà e mamma, bensì loro compagna d’avventure, in viaggio alla scoperta delle cose del mondo, per capirle. Ogni regalo che ti fa un amico è un augurio di felicità: così pure questo anello. Vola libera e felice, al di là dei compleanni, in un tempo senza fine, nel persempre. Di tanto in tanto noi c’incontreremo – quando ci piacerà – nel bel mezzo dell’unica festa che non può mai finire. Bach.

Casualmente.

Davvero ci sono momenti in cui l’onnipresente e logica rete delle sequenze casuali si arrende, colta di sorpresa dalla vita, e scende in platea, mescolandosi tra il pubblico, per lasciare che sul palco, sotto le luci della libertà vertiginosa e improvvisa, una mano invisibile peschi nell’infinito grembo del possibile e tra milioni di cose, una sola ne lasci accadere. Baricco.

Ci sono dei posti.

E ti crederanno pazzo.

(..)Tu, tu avrai delle stelle come nessuno ha.. Quando tu guarderai il cielo, la notte, visto che io abiterò in una di esse, visto che io riderò in una di esse, allora sarà per te come se tutte le stelle ridessero. Tu avrai, tu solo, delle stelle che sanno ridere! E quando ti sarai consolato (ci si consola sempre), sarai contento di avermi conosciuto. Sarai sempre il mio amico. Avrai voglia di ridere con me. E aprirai a volte la finestra, così, per il piacere… E i tuoi amici saranno stupiti di vederti ridere guardando il cielo. Allora tu dirai: “Sì, le stelle mi fanno sempre ridere!” e ti crederanno pazzo(..) Antoine de Saint-Exupéry.