11
Ago
09

Questa storia.

Io non so se ho voglia di raccontarla,questa storia.
Ho appena finito di leggerla,e sono ancora.. stordita,da quanto era bella. Bella? Non trovo mai aggettivi in grado di riassumere quello che provo quando leggo Baricco
(anzi,forse chi vuole iniziare a conoscere l’autore di cui parlo,potrebbe iniziare proprio da questa storia:direi che il suo stile e i suoi contenuti.. ci sono tutti,tutti.)
All’inizio però,devo dire, mi ero sbagliata: non mi era piaciuto per niente,come aveva iniziato. Sia come stile,sia come contenuti. Non era ..lui.
E anche un capitolo,quello dedicato a Caporetto,no,non mi era piaciuto affatto. Ma era questione delle prime.. 100 pagine circa. Le altre.. sono un fiume in piena di poesia,di passione,ma di quella per la vita e per le persone. L’amore c’è sempre in Baricco,ma è sempre un amore.. diverso,di quello delle persone.. “dalla ombra d’oro”,come Ultimo,protagonista di questo libro.
Insieme a Libero,il padre,a Elizaveta,la donna della sua vita ma che sua non fu mai nel senso comune del termine,ma che era invece proprio la donna della sua vita,letteralmente.
(

E perché? Perché era cattiva. Era matta,era cattiva e tutta sbagliata. Era vera.. era una strada piena di curve assurde e correva.. senza nemmeno sapere bene dove stava andando. Era una di quelle strade in cui ci si ammazza. ..Stava dicendo qualcosa di sé. Qualcosa che veniva proprio da lontano,da un punto molto dentro di lui. E’ che io non ho avuto mai altra possibilità che essere un bambino buono. Avevo capito che fosse quelo il sistema per salvarsi.

)
La donna che nella sua vita,ci si perse. E che nella sua vita,si trovò. Come tutte le persone che lo incontravano. Anche la donna della locanda.
Quanti sono i personaggi che parlano di Ultimo. Tutte voci narranti di questa storia. Una storia che parla di un circuito,di una strada(e il messaggio del libro è che a volte,le strade più belle,sono quelle che non portano da nessuna parte,ma che portano a se stesse),di un progetto di vita,l’unico a cui Ultimo si dedicò fin da quando era piccolo,e speciale. Riuscirà alla fine a realizzarla,questa strada? E a mettere in ordine il mondo? Era questo,Ultimo. Un uomo che voleva mettere in ordine il mondo. Ce la fece?
In che modo ?(e leggere di questo,alla fine,è stato un momento meraviglioso.. sembrava davvero di poterla percorrere..) Chi credette in lui? Perché è anche di questo che si parla. U n bambino che ha un progetto(anzi,”un’intuizione di cui avrebbe fatto il disegno consapevole della sua vita”),ma dei genitori,una vita e una realtà con cui fare i conti. Una storia che merita di essere letta,tutta d’un fiato,come andrebbero letti i libri belli come questo,e un libro è bello quando poi..non riesci a togliertelo dalla testa,quando tra le sue pagine,trovi un piccolo,minuscolo segno che.. ti fa pensare che.. si,è scritto anche per te,infondo. 111. Non prendetemi per scema,ma 111 è un numero che odio,che mi infastidisce vedere,quando per es. l’orologio della macchina segna che sono l’ 1.11. E’ cosi da un bel po’ di anni. Bene. Oggi me lo ritrovo scritto due volte in due pagine,una di seguito all’altra. Era il numero di un auto da corsa,protagonista inconsapevole,alla fine del libro,di un..sogno,e di un progetto. Qualche pagina dopo.. ecco una frase,una tra le decine di frasi che ti rimangono impresse durante la lettura del libro,che sembra averti spiegato,in poche parole,una cosa che non riuscivi a spiegarti da tempo. Eccola li la risposta. Vi giuro,sarà che ormai era 3 ore consecutive che leggevo senza distogliere lo sguardo dal libro,ed ero quindi entrata nell’…ombra d’oro di Ultimo,ma… mi è sembrata una cosa meravigliosa,questa piccola coincidenza messa li,per iscritto. E poi leggo alla fine la nota dell’autore,una nota sul libro e sul fatto che il 5% dei suoi diritti d’autore andrà a una associazione per bambini con malattie incurabili,casa di oz,fondata dalla sorella di Baricco. Prima però aveva scritto che riceve lettere di suoi..lettori,e in particolare racconta di una donna che,in un personaggio di Oceano mare,era convinta di aver ritrovato la sorella scomparsa da tempo. Ho sorriso. Quella donna diceva di aver trovato in Oceano mare sua sorella. Io non sono a questi livelli,ma mi piace pensare che in questa storia,ho trovato un minuscolo frammento della mia. Che poi è quello che,come dicevo prima,secondo me dovrebbe succedere leggendo libri che meritano di essere letti. Come questo.

Questa notte lasciami vivere laggiù,sull’orlo del mondo,solo questa notte. Poi tornerò,madame.

Perché se hai 5 anni e tuo padre ti porta con sé ,in quel modo, sei felice e basta.
..Essere padri: saper camminare,senza mai voltarsi. Camminare il passo lungo degli adulti,senza pietà,ma un passo limpido e regolare,cosi che tuo figlio possa capirlo e starci attaccato,nonostante il suo passo bambino. E farlo senza mai voltarsi,se ne avrai la forza. Perché lui sappia che non si perderà,e che camminare insieme è un destino di cui non bisogna dubitare,giacchè è scritto nella terra.

Ultimo ci è cresciuto in quella vostra camminata,mi crede?

Se ami qualcuno che ti ama,non smascherare mai i suoi sogni: il più grande,e illogico,sei tu.

Il talento vero è possedere le risposte,quando ancora non esistono le domande.

Una strada. Oh,lei non può capire cosa significasse per me,io ci sono cresciuto con le strade in testa,io non ho visto altro per anni,tutto quello che vedevo era per me una strada..
Che fosse il profilo di una collina o il fianco di una donna,noi vedevamo la strada,e ci guidavamo sopra,se mi crede,io non ho smesso di guidare per un attimo per tutti quegli anni della mia giovinezza ,e mi son preso il mondo,in quel modo,ed è esattamente quello che mi ha promesso la mia giovinezza: ci sarebbero state strade e noi saremmo stati capaci di percorrerle sulla furia dei nostri motori,della nostra fantasia e del nostro coraggio. Mi capisce,professore?
Allora capii: la promessa di un ordine alla portata del nostro genio.

Io costruirò una strada.. una strada che finisce dove inizia. ..La costruirò in mezzo al niente. ..Non porterà da nessuna parte perché porterà a se stessa. Sarà tutte le strade della terra strette in una..
E la farò lunga abbastanza da mettere in fila tutta la mai vita,curva dopo curva,tutto ciò che i miei occhi hanno visto e non hanno dimenticato. ..Nulla andrà perduto.. Ogni cosa non l’avrò vissuta invano,perché diventerà terra speciale,e disegno per sempre.. Quando avrò finito di costruirla salirò su un automobile.. e da solo inizierò a girare.. senza fermarmi fino a quando.. avrò la certezza di percorrere un anello perfetto. Allora mi fermerò nel punto esatto da cui ero partito. .. Dici sul serio? Chiesi. Si.. è la cosa per cui vivo. .. Mi dispiacerà,non esser li quel giorno,dissi. Lui si sporse verso di me e con la punta di un dito sfiorò al curva della mia fronte,come per impararla. Ci sarà,disse.

Tentativi di riassumere lo spazio.
Cosa vuol dire..?
Vuol dire possederlo.
E cosa te ne fai dello spazio quando lo possiedi?
Lo metti in ordine.
Lo spazio è disordinato?
Si.

..Bisogna mettere in ordine il mondo,quando qualcuno lo mette in disordine.

Perché sei sempre triste?
Non sono triste..
Mi ha detto che secondo lui la gente vive per anni e anni ma in realtà è solo una piccola parte di quegli anni che vive davvero,e cioè negli anni in cui riesce a fare quello per cui è nata.
Allora li,è felice. Il resto del tempo è tempo che passa ad aspettare,o a ricordare. .. Non è triste la gente che aspetta o ricorda. Semplicemente,è lontana.

..Ogni cammino è circolare e non porta da nessuna parte,ma dentro a se stesso,perché troppo fitta è la nebbia della nostra paura e illusorie le strade che sembrano portare altrove.

Negli ovali corrono i cavalli. Le automobili vanno sulle strade e le strade vanno in mezzo al mondo. E infinite sono le curve che possono fare. Ce l’hai nella testa questa meraviglia?
Adesso toglila via dal mondo.. Prendi solo la meraviglia,il gesto pulito che fende lo spazio e il tempo,la mano dell’uomo che sul volante ridisegna la traccia della strada e la assolve. E mettila in mezzo al nulla. Ce l’hai?Molte curve,Elizavetta,tutte quelle che ho visto nella mia vita. Il profilo del mondo.. Accendi il motore e parti. E gira.. finchè.. ti sembrerà un cerchio perfetto. Tutta la tua vita in quel cerchio. Ma è nella tua testa,il cerchio,non nella realtà. C’è solo dentro di te.

Forse volevo sapesse che lui era un eroe,ecco,un eroe. Dirglielo,questo mai.

Ma scrivere è una forma sofisticata di silenzio.

La vecchiaia dev’essere una sorta di seconda infanzia in cui torni a giocare,e non c’è più nessuno che ti può dire di smettere.

Da ragazzi,i genitori sono un sogno.. il più grande dei sogni.

Le cose del nostro passato continuano ad esistere anche quando escono dal raggio della nostra vita,anzi,maturano,portando frutti nuovi ad ogni stagione,per un raccolto di cui noi non sappiamo più nulla. La persistenza illogica della vita.

Lo sa come si fa a riconoscere se qualcuno ti ama? Ti ama veramente,dico?
.. Se è in grado di aspettarti,ti ama.
Beh,allora io sono a posto. Mio marito mi ha scelto quando io ero una bambina di 10 anni,si usava cosi allora. Ha aspettato per 12 anni,no,di più credo..
Quando mi ha vista tornare sa cosa ha detto? .. Mi è venuto incontro e mi ha detto,baciandomi la mano: non importa.

Quando si è giovani ci si lascia dietro un sacco di cose a metà. Poi la vita ti lascia più tempo.. ti viene da tornare indietro e dare un’ultima riordinata.

Se c’è una cosa che mi ha sempre affascinato è la cecità che hanno i genitori per i sogni dei figli. Proprio non li vedono. Non lo fanno per cattiveria.

Cancellare le persone.. E’ il suo modo di fare i conti con il dolore.

Che stagione del cuore è questa,in cui ci si trova a correre in soccorso di anni dimenticati,fingendo di averli sentiti gridare aiuto?

..Mon ero innamorata di lui.
..Ma lui aveva l’ombra d’oro,e lei era innamorata di lui. E lo è ancora. E non smetterà mai di esserlo perché è per questo che lei è nata.

..Mi misi in testa che dovevo solo aspettare,che c’avrebbe pensato lei. Invece non è andata cosi. Non si è mai più fatta viva? No. Magari l’ha cercata,e non l’ha trovata. Forse. Forse? Se l’è lasciata qualche traccia,qualcosa con cui quella ragazza la potesse trovare? Non so,forse una volta.. E cosa le ha lasciato? Tutta la mia vita.

La donna rise molto,ma in segreto,in un punto molto lontano,e importante,del suo cuore.

La donna sapeva che era da pazzi,ma davvero non voleva essere la prima ad aver paura.

Non è importante se le persone alla fine non riescono a trovarsi. L’importante,è non tradirsi.

Era sembrato a tanti una follia e invece era stato solo un gesto esatto,strappato al caos dell’accadere,e accaduto insieme.

Non è un circuito,è una vita.

E cercò di ricordarsi che tutti gli amanti si credono unici,e nessuno lo è.

Poiché..viveva li,fu li,che le si fermò il cuore.

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..Avevo perso la testa e conquistato un mondo..

Cosi,semplicemente. (…)Bisogna cercare di correre il rischio di dire delle cose sbagliate,di arrivare al punto in cui le cose diventano difficili da esprimere e quindi si pasticcia(…) Foucault.

Più di quanto io sappia dire.

Ma scrivere è una forma sofisticata di silenzio. Baricco. *** (…) Lei domanda se i suoi versi siano buoni. Lo domanda a me. Prima lo ha domandato ad altri. Li invia alle riviste. Li confronta con altre poesie, e si allarma se certe redazioni rifiutano le sue prove. Ora, poiché mi ha autorizzato a consigliarla, le chiedo di rinunciare a tutto questo. Lei guarda all’esterno, ed è appunto questo che ora non dovrebbe fare.Nessuno può darle consiglio o aiuto, nessuno. Non v’è che un mezzo. Guardi dentro di sé. Si interroghi sul motivo che le intima di scrivere; verifichi se esso protenda le radici nel punto più profondo del suo cuore; confessi a se stesso: morirebbe, se le fosse negato di scrivere? Questo soprattutto: si domandi, nell’ora più quieta della sua notte: devo scrivere? Frughi dentro di sé alla ricerca di una profonda risposta. E se sarà di assenso, se lei potrà affrontare con un forte e semplice «io devo» questa grave domanda, allora costruisca la sua vita secondo questa necessità. La sua vita, fin dentro la sua ora più indifferente e misera, deve farsi insegna e testimone di questa urgenza. Allora si avvicini alla natura. Allora cerchi, come un primo uomo, di dire ciò che vede e vive e ama e perde. Non scriva poesie d’amore; eviti dapprima quelle forme che sono troppo correnti e comuni: sono le più difficili, poiché serve una forza grande e già matura per dare un proprio contributo dove sono in abbondanza tradizioni buone e in parte ottime. Perciò rifugga dai motivi più diffusi verso quelli che le offre il suo stesso quotidiano; descriva le sue tristezze e aspirazioni, i pensieri effimeri e la fede in una bellezza qualunque; descriva tutto questo con intima, sommessa, umile sincerità, e usi, per esprimersi, le cose che le stanno intorno, le immagini dei suoi sogni e gli oggetti del suo ricordo. Se la sua giornata le sembra povera, non la accusi; accusi se stesso, si dica che non è abbastanza poeta da evocarne le ricchezze; poiché per chi crea non esiste povertà, né vi sono luoghi indifferenti o miseri. E se anche si trovasse in una prigione; le cui pareti non lasciassero trapelare ai suoi sensi i rumori del mondo, non le, rimarrebbe forse la sua infanzia, quella ricchezza squisita, regale, quello scrigno di ricordi? Rivolga lì la sua attenzione. Cerchi di far emergere le sensazioni sommerse di quell’ampio passato; la sua personalità si rinsalderà, la sua solitudine si farà più ampia e diverrà una casa al crepuscolo, chiusa al lontano rumore degli altri. E se da questa introversione, da questo immergersi nel proprio mondo sorgono versi, allora non le verrà in mente di chiedere a qualcuno se siano buoni versi. Né tenterà di interessare le riviste a quei lavori: poiché in essi lei vedrà il suo caro e naturale possesso, una scheggia e un suono della sua vita. Un’opera d’arte è buona se nasce da necessità. È questa natura della sua origine a giudicarla: altro non v’è. E dunque, egregio signore, non avevo da darle altro consiglio che questo: guardi dentro di sé, esplori le profondità da cui scaturisce la sua vita; a quella fonte troverà risposta alla domanda se lei debba creare. La accetti come suona, senza stare a interpretarla. Si vedrà forse che è chiamato a essere artista. Allora prenda su di sé la sorte, e la sopporti, ne porti il peso e la grandezza, senza mai ambire al premio che può venire dall’esterno. Poiché chi crea deve essere un mondo per sé e in sé trovare tutto, e nella natura sua compagna. Forse, però, anche dopo questa discesa nel suo intimo e nella sua solitudine, dovrà rinunciare a diventare un poeta (basta, come dicevo, sentire che senza scrivere si potrebbe vivere, perché non sia concesso). Ma anche allora, l’introversione che le chiedo non sarà stata vana. La sua vita in ogni caso troverà, da quel momento, proprie vie; e che possano essere buone, ricche e ampie, questo io le auguro più di quanto sappia dire. (…) Rainer Maria Rilke.

La frase più sincera che sai.

Ma certe volte quando iniziavo un nuovo racconto e non riuscivo ad andare avanti,mi sedevo davanti al fuoco, strizzavo la buccia delle piccole arance facendone schizzare l’umore sulla fiamma e e ne guardavo l’azzurro sfrigolio.Mi alzavo in piedi e guardavo fuori sui tetti di Parigi e pensavo:“Non preoccuparti, hai sempre scritto e scriverai ancora.Non devi fare altro che scrivere una frase sincera.Scrivi la frase più sincera che sai.” Ernest Hemingway. *** E’ diventato sangue il tuo amore,é entrato in tutte le mie vene. La tua anima é entrata nella mia. Ho preso il coltello, ho cercato di dire vattene a quel sangue. Ma come immergere nella carne il coltello, come dire all’anima va’ via? Nahabed Kuciag

Funambulismo.

Ti sei presentato come uno sconosciuto, ma uno sconosciuto non avrebbe potuto scrivermi in questo modo. Funambolo?Pensavo buffone..davvero hai questa sensazione?che io sia arrivato improvvisamente,di corsa,ti abbia ficcato in mano l’estremità di una fune e abbia detto:reggila? Avrei voluto..indovinarti,come tu hai indovinato me. Non smettere.nel punto in cui ci troviamo ora ti è proibito proteggermi.E’ il nostro patto,Yair. Questa notte ci scriviamo tutto,mano nella mano,cose vere..scrivi,scrivi tutto quello che ti salta in mente,nella mente tua e mia. La vita è lunga,e voglio raccontare di me stessa, raccontare quello che probabilmente nessuno mi racconterà mai:la mia storia..scrivere senza pretendere nulla. da nessuno. Scrivere solo la mia voce. Grossman.

Ispirazione.

..particolare eccitazione della mente, della fantasia o del sentimento.. Wikipedia.

Sicilia.

Soffre, la Sicilia, di un eccesso d’ identità, nè sò se sia un bene o sia un male.Certo per chi c’è nato dura poco l’allegria di sentirsi seduto sull’ombelico del mondo,subentra presto la sofferenza di non sapere districare fra mille curve e intrecci di sangue il filo del proprio destino.Capire la Sicilia siignifica dunque per un siciliano capire se stesso, assolversi o condannarsi. G.Bufalino. *** L’ingiustizia oggi cammina con passo sicuro. Gli oppressori si fondano su diecimila anni. La violenza garantisce: Com’è, così resterà. Nessuna voce risuona tranne la voce di chi comanda e sui mercati lo sfruttamento dice alto: solo ora io comincio. Ma fra gli oppressi molti dicono ora: quel che vogliamo, non verrà mai. Chi ancora è vivo non dica: mai! Quel che è sicuro non è sicuro. Com’è, così non resterà. Quando chi comanda avrà parlato, parleranno i comandati. Chi osa dire: mai? A chi si deve, se dura l’oppressione? A noi. A chi si deve, se sarà spezzata? Sempre a noi. Chi viene abbattuto, si alzi! Chi è perduto, combatta! Chi ha conosciuto la sua condizione, come lo si potrà fermare? Perché i vinti di oggi sono i vincitori di domani e il mai diventa: oggi! Brecht. *** Siate voi il cambiamento che volete vedere nel mondo. Gandhi. *** Si prega di abolire le notizie per non disturbare le opinioni comuni. Travaglio.

Mi piacerebbe.

Mi piacerebbe non aver visto, nè letto,nè ascoltato mai niente. E poi creare qualcosa. Keith Haring.

..C'è un certo via vai di gente,qui..

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Eppure.

E’ di rugiada, è un mondo di rugiada, eppure,eppure. Kobayashi Issa. *** Impara a camminare sulla neve senza lasciare impronte. Proverbio turco. *** Quando la neve si scioglie, dove va il bianco? Shakespeare.

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E’ lì.

..ma poi ci sono dei segreti, ed è li che si va a nascondere la felicità.. Baricco.

Ishtar.

Quando sono seduta sulla soglia di una taverna, Io, Ishtar, la Dea, Sono prostituta, madre, sposa e divinità. Sono ciò che si chiama Vita Benchè voi la chiamiate Morte. Sono ciò che si chiama Legge Benchè voi la chiamiate Emarginata. Io sono ciò che voi cercate E quello che avete ottenuto. Io sono ciò che avete diffuso E ora raccoglietene i miei pezzi. *** (...)C'è che ognuno di noi,può resistere sai,aggrappato ad un raggio di sole(...) Ramazzotti.

E solo per questo.

L’ardimento terribile di un attimo di abbandono che un secolo di prudenza non potrà mai ritrattare;per questo,e solo per questo,noi siamo esistiti. T.Eliot.

Ma io sono incauta.

Archer si chinò e lanciò un ciocco sopra la cenere ardente. madame Olenska, tolto il mantello, si sedette su una delle sedie.Archer si appoggiò al camino e la guardò. “adesso sorridi, ma quando mi hai scritto eri triste”, disse. “sì”. Ellen fece una pausa: “ma dato che tu sei qui non riesco a sentirmi triste”.“non rimarrò molto”, ribatté lui, irrigidendo le labbra nello sforzo di non aggiungere altro. “no, lo so. ma io sono incauta: vivo nell’attimo in cui sono felice”. Edith Wharton.

..VeCCHi SCaToLoNi Di PoST..

Per non ferirli.

Dite: è faticoso frequentare bambini. Avete ragione. Poi aggiungete: bisogna mettersi al loro livello, abbassarsi,inclinarsi,curvarsi,farsi piccoli. Ora avete torto. Non è questo che più stanca. E’ piuttosto il fatto di essere obbligati ad innalzarsi fino all’altezza dei loro sentimenti. Tirarsi,allungarsi, alzarsi sulla punta dei piedi. Per non ferirli. Korkzack.

Farsi vivere.

..e culmina perciò nell’accettazione,nell’apertura al fortuito e all’inatteso, nella disponibilità a farsi vivere dalla contingenza.. Irti. *** (…)La guardò. Ma d’uno sguardo per cui guardare già è una parola troppo forte. Sguardo meraviglioso che è vedere senza chiedersi nulla, vedere e basta. Qualcosa come due cose che si toccano – gli occhi e l’immagine- uno sguardo che non prende ma riceve, nel silenzio più assoluto della mente, l’unico sguardo che davvero ci potrebbe salvare - vergine di qualsiasi domanda, ancora non sfregiato dal vizio del sapere - sola innocenza che potrebbe prevenire le ferite delle cose quando da fuori entrano nel cerchio del nostro sentire-vedere-sentire- perché sarebbe nulla di più che un meraviglioso stare davanti, noi e le cose, e negli occhi ricevere il mondo – ricevere – senza domande, perfino senza meraviglia – ricevere -solo- ricevere- negli occhi – il mondo(…) Baricco.

E’ per assicurarti.

Mio carissimo ragazzo, questo e’ per assicurarti del mio amore immortale, eterno per te. Domani sara’ tutto finito. Se la prigione e il disonore saranno il mio destino, pensa che il mio amore per te e questa idea, questa convinzione ancora piu’ divina, che tu a tua volta mi ami, mi sosterranno nella mia infelicita’ e mi renderanno capace, spero, di sopportare il mio dolore con ogni pazienza. Poiche’ la speranza, anzi, la certezza, di incontrarti di nuovo in un altro mondo e’ la meta e l’ incoraggiamento della mia vita attuale, ah! debbo continuare a vivere in questo mondo, per questa ragione.(...)Quanto a te (grazioso ragazzo dal cuore degno di un Cristo), quanto a te, ti prego, non appena avrai fatto tutto quello che puoi fare, parti per l’ Italia e riconquista la tua calma, e componi quelle belle poesie che sai fare tu, con quella grazia cosi’ strana. Non esporti all’ Inghilterra per nessuna ragione al mondo. Se un giorno, a Corfu’ o in qualche isola incantata, ci fosse una casetta dove potessimo vivere insieme, oh! la vita sarebbe piu’ dolce di quanto sia stata mai. Il tuo amore ha ali larghe ed e’ forte, il tuo amore mi giunge attraverso le sbarre della mia prigione e mi conforta, il tuo amore e’ la luce di tutte le mie ore. Se il fato ci sara’ avverso, coloro che non sanno cos’e’ l’amore scriveranno, lo so, che ho avuto una cattiva influenza sulla tua vita. Se cio’ avverra’, tu scriverai, tu dirai a tua volta che non e’ vero. Il nostro amore e’ sempre stato bello e nobile, e se io sono stato il bersaglio di una terribile tragedia, e’ perche’ la natura di quell’ amore non e’ stata compresa. Nella tua lettera di stamattina tu dici una cosa che mi da’ coraggio. Debbo ricordarla. Scrivi che e’ mio dovere verso di te e verso me stesso vivere, malgrado tutto. Credo sia vero. Ci provero’ e lo faro’.(...)Sono cosi’ felice che tu sia partito! So cosa deve esserti costato. Per me sarebbe stato un tormento pensarti in In- ghilterra mentre il tuo nome veniva fatto in tribunale.(...) Oh! possa io vivere per toccare i tuoi capelli e le tue mani. Credo che il tuo amore vegliera’ sulla mia vita. Se dovessi morire, voglio che tu viva una vita dolce e pacifica in qualche luogo fra fiori, quadri, libri, e moltissimo lavoro. Cerca di farmi avere tue notizie. Ti scrivo questa lettera in mezzo a grandi sofferenze ; la lunga giornata in tribunale mi ha spossato. Carissimo ragazzo, dolcissimo fra tutti i giovani, amatissimo e piu’ amabile. Oh! aspettami! aspettami! io sono ora, come sempre dal giorno in cui ci siamo conosciuti, devotamente il tuo, con un amore immortale. Oscar.

E il mandarino se ne andò.

Un mandarino era innamorato di una cortigiana. “Sarò vostra – disse lei – solo quando voi avrete passato cento notti ad aspettarmi seduto su uno sgabello, nel mio giardino, sotto la mia finestra”. Ma, alla novantanovesima notte, il mandarino si alzò, prese il suo sgabello sotto il braccio e se ne andò. Roland Barthes.

Be innocent.

..Di una bellezza in intenzionale; la bellezza per errore è l’ultima fase della storia della bellezza. Kundera. *** …and if they tell you that’s a sin,love your sin and you’ll be innocent… Shakespeare.

Questo mio corpo senza più seta.

Non aver paura, non muoverti, resta in silenzio, nessuno ci vedrà. Rimani così, ti voglio guardare, io ti ho guardato tanto ma non eri per me, adesso sei per me, non avvicinarti, ti prego, resta come sei, abbiamo una notte per noi, e io voglio guardarti, non ti ho mai visto così, il tuo corpo per me, la tua pelle, chiudi gli occhi e.. sono così belle le tue mani, le ho sognate tante volte adesso le voglio vedere.. ..Sono qui, ti posso sfiorare, è seta questa la senti? È la seta del mio vestito, non aprire gli occhi e avrai la mia pelle avrai le mie labbra.. se non mi credi apri gli occhi signore amato mio e guardami, sono io, chi potrà mai cancellare questo istante che accade, e questo mio corpo senza più seta.. non c’è più tempo per fuggire ne forza per resistere, doveva essere questo istante, e questo istante è, credimi, signore amato mio, quest’istante sarà, da adesso in poi, sarà, fino alla fine… Noi non ci vedremo più, signore.Quel che era per noi, l’abbiamo fatto, e voi lo sapete. Credetemi: l’abbiamo fatto per sempre.. Baricco.

Applausi.

..Ti criticheranno sempre, parleranno male di te e sarà difficile che incontri qualcuno al quale tu possa andare bene come sei. Quindi: vivi come credi, fai quello che ti dice il cuore… la vita è un’opera di teatro che non ha prove iniziali. Canta, ridi, balla, ama… e vivi intensamente ogni momento della tua vita… prima che cali il sipario e l’opera finisca senza applausi.. Chaplin.

La seconda è riuscirci.

Ci sono due tragedie nella vita: la prima è non riuscire a soddisfare i propri desideri, la seconda è riuscirci. Shaw.

Molti di questi valori non ho conosciuto.

Considero valore ogni forma di vita, la neve, la fragola, la mosca. Considero valore il regno minerale, l’assemblea delle stelle. Considero valore il vino finchè dura il pasto, un sorriso involontario, la stanchezza di chi non si e’ risparmiato, due vecchi che si amano. Considero valore quello che domani non varra’ piu’ niente, e quello che oggi vale ancora poco. Considero valore tutte le ferite. Considero valore risparmiare acqua, riparare un paio di scarpe, tacere in tempo, accorrere a un grido, chiedere permesso prima di sedersi, provare gratitudine senza ricordarsi di che. Considero valore sapere in una stanza dov’e’ il nord, qual’e’ il nome del vento che sta asciugando il bucato. Considero valore il viaggio del vagabondo, la clausura della monaca, la pazienza del condannato, qualunque colpa sia. Considero valore l’uso del verbo amare e l’ipotesi che esista un creatore. Molti di questi valori non ho conosciuto. Erri de Luca.

Piccola rae.

(...)Non posso venire da te, perché già ti sono accanto. Tu non sei piccola, perché già sei cresciuta: sei grande e giochi con il tempo e la vita – come tutti facciamo – per il gusto di vivere. Tu non hai compleanno, perché sei sempre vissuta; non sei mai nata, e mai morirai. Non sei figlia di coloro che tu chiami papà e mamma, bensì loro compagna d’avventure, in viaggio alla scoperta delle cose del mondo, per capirle. Ogni regalo che ti fa un amico è un augurio di felicità: così pure questo anello. Vola libera e felice, al di là dei compleanni, in un tempo senza fine, nel persempre. Di tanto in tanto noi c’incontreremo – quando ci piacerà – nel bel mezzo dell’unica festa che non può mai finire. Bach.

Casualmente.

Davvero ci sono momenti in cui l’onnipresente e logica rete delle sequenze casuali si arrende, colta di sorpresa dalla vita, e scende in platea, mescolandosi tra il pubblico, per lasciare che sul palco, sotto le luci della libertà vertiginosa e improvvisa, una mano invisibile peschi nell’infinito grembo del possibile e tra milioni di cose, una sola ne lasci accadere. Baricco.

Ci sono dei posti.

E ti crederanno pazzo.

(..)Tu, tu avrai delle stelle come nessuno ha.. Quando tu guarderai il cielo, la notte, visto che io abiterò in una di esse, visto che io riderò in una di esse, allora sarà per te come se tutte le stelle ridessero. Tu avrai, tu solo, delle stelle che sanno ridere! E quando ti sarai consolato (ci si consola sempre), sarai contento di avermi conosciuto. Sarai sempre il mio amico. Avrai voglia di ridere con me. E aprirai a volte la finestra, così, per il piacere… E i tuoi amici saranno stupiti di vederti ridere guardando il cielo. Allora tu dirai: “Sì, le stelle mi fanno sempre ridere!” e ti crederanno pazzo(..) Antoine de Saint-Exupéry.

E per me non c’è niente?

Si,la neve. *** Le sono perdonati i suoi molti peccati,poichè ha molto amato. Invece quello a cui si perdona poco,ha amato poco. Luca,7,37-47.

Senza farti del male.

(...)Sono i desideri che salvano. Baricco *** Ricordati che non è un disonore smarrirsi nell'immensa foresta della vita. Janusz Korczak