27
Ago
10

Diario di un seduttore.

Vederla e amarla fu una cosa sola,si scrive nei romanzi. Potrebbe anche essere vero,se l’amore non avesse una propria dialettica. Che cosa si apprende dell’amore dai romanzi?Nient’altro che menzogne,buone solo a rimpicciolire il problema.

Kierkegaard,in una sua opera filosofica,Aut Aut,inserisce questo..romanzo epistolare,per spiegare il suo pensiero a proposito della seduzione.

Che dire? E’ un filosofo,è di qualche secolo fa,ma vale la pena leggerlo.

Seduzione,erotismo,femminilità,estetica,uomo e donna,amore,mitologia,fidanzamento(istituzione che Kierkegaard non..condivide:

L’amore ama il mistero: un fidanzamento è una rivelazione. L’amore ama la riservatezza:un fidanzamento è un comunicato. L’amore ama il sussurro: un fidanzamento è una proclamazione ad alta voce

.)
e ancora matrimonio,passione,appartenenza(

Mia: che significa questa parola?Non ciò che appartiene a me,ma ciò a cui io appartengo

),infinito,spirito,vendetta,inganno,abbandono,cambiamento,libertà e possesso(

Io voglio possederla solo nella sua libertà

).

C’è un pò di tutto,in queste pagine. Non sempre scorrevoli,a volte ripetitive,ma nel complesso,un’opera meravigliosa.
Con delle lettere d’amore .. davvero,davvero belle.

Eccone alcune:

Johannes,non ti chiamo mio,non lo sei mai stato,io lo so bene,e ho pagato molto duramente la felicità che questa idea un tempo mi dava. Tuttavia ti chiamo mio,mio seduttore,mio ingannatore,mio nemico,mio assassino,origine della mia sventura,tomba della mia gioia,abisso del mio tormento. Ti chiamo mio e mi chiamo tua: ora possano le mie parole suonare come una maledizione su di te,per tutta l’eternità,queste parole che un tempo lusingavano le tue superbe orecchie,quando davanti a me ti prostravi adorante. No,non rallegrarti,non credere che io voglia suscitare il tuo scherno perseguitandoti o armandoti di un pugnale! Fuggi dove vuoi,io rimango tua. Giungi fino al confine del mondo,io sono tua. Ama pure centinaia di altre donne,io sono tua. Tua,fino al momento della morte. Le mie parole cosi ostili a te non fanno che confermarlo,io sono tua. Hai osato ingannarmi fino al punto di diventare tutto per me,e io non desideravo altra gioia che quella di poter essere tua schiava. Io sono tua,tua,tua,sono la tua maledizione.
Tua Cordelia.

***

Johannes,c’era un uomo ricco,che aveva un gran numero di pecore e di armenti,e c’era una povera piccola fanciulla che possedeva solo una pecorella(…)Tu eri l’uomo ricco,ricco di tutti i beni della terra,e io ero la povera ragazza,e non avevo altro che il mio amore. E tu me lo prenderesti,ne godesti;ma altri desideri nacquero in te,e cosi sacrificasti quel poco che avevo. Di tuo,che cosa mai avresti potuto sacrificare?C’era un uomo ricco,che possedeva un gran numero di pecore e armenti.
E c’era una povera piccola fanciulla,che non aveva altro che il suo amore. Cordelia.

***

Mia Cordelia,
Alfeo, andando a caccia, s’innamorò della ninfa Aretusa. Ella, non volendo cedergli, fuggì innanzi a lui continuamente, finchè venne trasformata in fonte nell’isola di Ortigia. Tanto soffri Alfeo, che venne trasformato in un fiume dell’Elide, nel Peloponneso. Eppure egli non dimenticò il suo amore, e così sotto il mare si congiunse a quella fonte….E’ passato il tempo della metamorfosi?
Rispondi. E’ passato il tempo dell’amore? A che cosa potrei paragonare la tua anima pura e profonda, così distaccata dal mondo, se non a una fonte? E non ti ho già detto di essere come un fiume innamorato di te? E ora che siamo separati, non mi getterò nelle acque del mare per raggiungerti? Sotto il mare ci incontreremo di nuovo, perchè solo in quelle profondità noi apparteniamo l’uno all’altra interamente.

😳

Peccato che queste parole siano tutte frutto di una..strategia 😆

Scherzi a parte,ecco qualche altra bella frase:

La fantasia è l’ornamento naturale delle donne.

Ho un segreto da confessarti(…),a chi se no dovrei confessarlo? All’eco? Lo tradirebbe.
Alle stelle? Sono fredde, Agli uomini? Non capirebbero.

Ogni ragazza,di fronte al proprio cuore è un’Arianna: possiede il filo per ritrovare la strada giusta,ma non sa come usarlo.

Di me si dice ch’io sia innamorato di me stesso. (…)è perché io amo solo te(…)e cosi amo me stesso,perché questo mio io ti appartiene.

L’uomo libera,la donna sceglie.

L’abbraccio sarà il nostro anello,superiore a qualsiasi simbolo.

Mia amabile Cordelia,se ti inganno,è per qualcosa di bello.

Nel furtivo rossore della guancia,riluce l’ardore del cuore.

Io non cerco storie(…)cerco l’origine. E’ questa infatti la legge eterna dell’amore: gli individui nascono l’uno per l’altro solo nell’istante in cui cominciano ad amarsi.

Ecco come si comincia: si neutralizza la sua femminilità con l’ironia e con il comune buon senso,non direttamente ma indirettamente,per mezzo del neutrale assoluto: lo spirito. Ella quasi giunge a perdere la sua femminilità,dinnanzi a se stessa,ma non può rimanere sola in questo stato.Si getta allora tra le mie braccia,non come fossi un amante,no,ma ancora in modo neutrale. Quindi la sua femminilità si ridesta,e,a questo punto,viene portata al massimo della tensione,fino a farla urtare contro questo o quel limite reale.Ella l’oltrepasserà e la sua femminilità raggiungerà un’altezza sovrumana,e mi apparterà con una passione totale.

Non manca di spirito critico,e ciò è necessario in una ragazza come lei cosi incline al sogno.
Vive nel mondo della fantasia,se cadesse nelle mani sbagliate,finirebbe con il perdere gran parte della sua femminilità,appunto perché ne è tanto provvista.

Come donna,mi odia. Come donna di spirito,mi teme. Come donna intelligente,mi ama.

Ci si innamora cosi soltanto una volta nella vita,tuttavia il dio dell’amore è cieco,e usando accortezza lo si potrebbe anche ingannare.Essere quanto più possibili percettivi rispetto alle emozioni(…):tutto ciò è un’arte.In questo modo si possono amare anche più ragazze in una volta,giacchè verso ognuna la qualità dell’amore è differente. Amarne una sola è troppo poco,amarle tutte è superficiale. Conoscere se stessi e amarne il più possibile,far si che la propria anima nasconda in sé tutte le potenzialità dell’amore,cosicché ognuna trovi il suo nutrimento particolare,mentre la coscienza abbraccia il tutto: questo è godimento,questo è vivere.

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..Avevo perso la testa e conquistato un mondo..

Cosi,semplicemente. (…)Bisogna cercare di correre il rischio di dire delle cose sbagliate,di arrivare al punto in cui le cose diventano difficili da esprimere e quindi si pasticcia(…) Foucault.

Più di quanto io sappia dire.

Ma scrivere è una forma sofisticata di silenzio. Baricco. *** (…) Lei domanda se i suoi versi siano buoni. Lo domanda a me. Prima lo ha domandato ad altri. Li invia alle riviste. Li confronta con altre poesie, e si allarma se certe redazioni rifiutano le sue prove. Ora, poiché mi ha autorizzato a consigliarla, le chiedo di rinunciare a tutto questo. Lei guarda all’esterno, ed è appunto questo che ora non dovrebbe fare.Nessuno può darle consiglio o aiuto, nessuno. Non v’è che un mezzo. Guardi dentro di sé. Si interroghi sul motivo che le intima di scrivere; verifichi se esso protenda le radici nel punto più profondo del suo cuore; confessi a se stesso: morirebbe, se le fosse negato di scrivere? Questo soprattutto: si domandi, nell’ora più quieta della sua notte: devo scrivere? Frughi dentro di sé alla ricerca di una profonda risposta. E se sarà di assenso, se lei potrà affrontare con un forte e semplice «io devo» questa grave domanda, allora costruisca la sua vita secondo questa necessità. La sua vita, fin dentro la sua ora più indifferente e misera, deve farsi insegna e testimone di questa urgenza. Allora si avvicini alla natura. Allora cerchi, come un primo uomo, di dire ciò che vede e vive e ama e perde. Non scriva poesie d’amore; eviti dapprima quelle forme che sono troppo correnti e comuni: sono le più difficili, poiché serve una forza grande e già matura per dare un proprio contributo dove sono in abbondanza tradizioni buone e in parte ottime. Perciò rifugga dai motivi più diffusi verso quelli che le offre il suo stesso quotidiano; descriva le sue tristezze e aspirazioni, i pensieri effimeri e la fede in una bellezza qualunque; descriva tutto questo con intima, sommessa, umile sincerità, e usi, per esprimersi, le cose che le stanno intorno, le immagini dei suoi sogni e gli oggetti del suo ricordo. Se la sua giornata le sembra povera, non la accusi; accusi se stesso, si dica che non è abbastanza poeta da evocarne le ricchezze; poiché per chi crea non esiste povertà, né vi sono luoghi indifferenti o miseri. E se anche si trovasse in una prigione; le cui pareti non lasciassero trapelare ai suoi sensi i rumori del mondo, non le, rimarrebbe forse la sua infanzia, quella ricchezza squisita, regale, quello scrigno di ricordi? Rivolga lì la sua attenzione. Cerchi di far emergere le sensazioni sommerse di quell’ampio passato; la sua personalità si rinsalderà, la sua solitudine si farà più ampia e diverrà una casa al crepuscolo, chiusa al lontano rumore degli altri. E se da questa introversione, da questo immergersi nel proprio mondo sorgono versi, allora non le verrà in mente di chiedere a qualcuno se siano buoni versi. Né tenterà di interessare le riviste a quei lavori: poiché in essi lei vedrà il suo caro e naturale possesso, una scheggia e un suono della sua vita. Un’opera d’arte è buona se nasce da necessità. È questa natura della sua origine a giudicarla: altro non v’è. E dunque, egregio signore, non avevo da darle altro consiglio che questo: guardi dentro di sé, esplori le profondità da cui scaturisce la sua vita; a quella fonte troverà risposta alla domanda se lei debba creare. La accetti come suona, senza stare a interpretarla. Si vedrà forse che è chiamato a essere artista. Allora prenda su di sé la sorte, e la sopporti, ne porti il peso e la grandezza, senza mai ambire al premio che può venire dall’esterno. Poiché chi crea deve essere un mondo per sé e in sé trovare tutto, e nella natura sua compagna. Forse, però, anche dopo questa discesa nel suo intimo e nella sua solitudine, dovrà rinunciare a diventare un poeta (basta, come dicevo, sentire che senza scrivere si potrebbe vivere, perché non sia concesso). Ma anche allora, l’introversione che le chiedo non sarà stata vana. La sua vita in ogni caso troverà, da quel momento, proprie vie; e che possano essere buone, ricche e ampie, questo io le auguro più di quanto sappia dire. (…) Rainer Maria Rilke.

La frase più sincera che sai.

Ma certe volte quando iniziavo un nuovo racconto e non riuscivo ad andare avanti,mi sedevo davanti al fuoco, strizzavo la buccia delle piccole arance facendone schizzare l’umore sulla fiamma e e ne guardavo l’azzurro sfrigolio.Mi alzavo in piedi e guardavo fuori sui tetti di Parigi e pensavo:“Non preoccuparti, hai sempre scritto e scriverai ancora.Non devi fare altro che scrivere una frase sincera.Scrivi la frase più sincera che sai.” Ernest Hemingway. *** E’ diventato sangue il tuo amore,é entrato in tutte le mie vene. La tua anima é entrata nella mia. Ho preso il coltello, ho cercato di dire vattene a quel sangue. Ma come immergere nella carne il coltello, come dire all’anima va’ via? Nahabed Kuciag

Funambulismo.

Ti sei presentato come uno sconosciuto, ma uno sconosciuto non avrebbe potuto scrivermi in questo modo. Funambolo?Pensavo buffone..davvero hai questa sensazione?che io sia arrivato improvvisamente,di corsa,ti abbia ficcato in mano l’estremità di una fune e abbia detto:reggila? Avrei voluto..indovinarti,come tu hai indovinato me. Non smettere.nel punto in cui ci troviamo ora ti è proibito proteggermi.E’ il nostro patto,Yair. Questa notte ci scriviamo tutto,mano nella mano,cose vere..scrivi,scrivi tutto quello che ti salta in mente,nella mente tua e mia. La vita è lunga,e voglio raccontare di me stessa, raccontare quello che probabilmente nessuno mi racconterà mai:la mia storia..scrivere senza pretendere nulla. da nessuno. Scrivere solo la mia voce. Grossman.

Ispirazione.

..particolare eccitazione della mente, della fantasia o del sentimento.. Wikipedia.

Sicilia.

Soffre, la Sicilia, di un eccesso d’ identità, nè sò se sia un bene o sia un male.Certo per chi c’è nato dura poco l’allegria di sentirsi seduto sull’ombelico del mondo,subentra presto la sofferenza di non sapere districare fra mille curve e intrecci di sangue il filo del proprio destino.Capire la Sicilia siignifica dunque per un siciliano capire se stesso, assolversi o condannarsi. G.Bufalino. *** L’ingiustizia oggi cammina con passo sicuro. Gli oppressori si fondano su diecimila anni. La violenza garantisce: Com’è, così resterà. Nessuna voce risuona tranne la voce di chi comanda e sui mercati lo sfruttamento dice alto: solo ora io comincio. Ma fra gli oppressi molti dicono ora: quel che vogliamo, non verrà mai. Chi ancora è vivo non dica: mai! Quel che è sicuro non è sicuro. Com’è, così non resterà. Quando chi comanda avrà parlato, parleranno i comandati. Chi osa dire: mai? A chi si deve, se dura l’oppressione? A noi. A chi si deve, se sarà spezzata? Sempre a noi. Chi viene abbattuto, si alzi! Chi è perduto, combatta! Chi ha conosciuto la sua condizione, come lo si potrà fermare? Perché i vinti di oggi sono i vincitori di domani e il mai diventa: oggi! Brecht. *** Siate voi il cambiamento che volete vedere nel mondo. Gandhi. *** Si prega di abolire le notizie per non disturbare le opinioni comuni. Travaglio.

Mi piacerebbe.

Mi piacerebbe non aver visto, nè letto,nè ascoltato mai niente. E poi creare qualcosa. Keith Haring.

..C'è un certo via vai di gente,qui..

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Eppure.

E’ di rugiada, è un mondo di rugiada, eppure,eppure. Kobayashi Issa. *** Impara a camminare sulla neve senza lasciare impronte. Proverbio turco. *** Quando la neve si scioglie, dove va il bianco? Shakespeare.

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E’ lì.

..ma poi ci sono dei segreti, ed è li che si va a nascondere la felicità.. Baricco.

Ishtar.

Quando sono seduta sulla soglia di una taverna, Io, Ishtar, la Dea, Sono prostituta, madre, sposa e divinità. Sono ciò che si chiama Vita Benchè voi la chiamiate Morte. Sono ciò che si chiama Legge Benchè voi la chiamiate Emarginata. Io sono ciò che voi cercate E quello che avete ottenuto. Io sono ciò che avete diffuso E ora raccoglietene i miei pezzi. *** (...)C'è che ognuno di noi,può resistere sai,aggrappato ad un raggio di sole(...) Ramazzotti.

E solo per questo.

L’ardimento terribile di un attimo di abbandono che un secolo di prudenza non potrà mai ritrattare;per questo,e solo per questo,noi siamo esistiti. T.Eliot.

Ma io sono incauta.

Archer si chinò e lanciò un ciocco sopra la cenere ardente. madame Olenska, tolto il mantello, si sedette su una delle sedie.Archer si appoggiò al camino e la guardò. “adesso sorridi, ma quando mi hai scritto eri triste”, disse. “sì”. Ellen fece una pausa: “ma dato che tu sei qui non riesco a sentirmi triste”.“non rimarrò molto”, ribatté lui, irrigidendo le labbra nello sforzo di non aggiungere altro. “no, lo so. ma io sono incauta: vivo nell’attimo in cui sono felice”. Edith Wharton.

..VeCCHi SCaToLoNi Di PoST..

Per non ferirli.

Dite: è faticoso frequentare bambini. Avete ragione. Poi aggiungete: bisogna mettersi al loro livello, abbassarsi,inclinarsi,curvarsi,farsi piccoli. Ora avete torto. Non è questo che più stanca. E’ piuttosto il fatto di essere obbligati ad innalzarsi fino all’altezza dei loro sentimenti. Tirarsi,allungarsi, alzarsi sulla punta dei piedi. Per non ferirli. Korkzack.

Farsi vivere.

..e culmina perciò nell’accettazione,nell’apertura al fortuito e all’inatteso, nella disponibilità a farsi vivere dalla contingenza.. Irti. *** (…)La guardò. Ma d’uno sguardo per cui guardare già è una parola troppo forte. Sguardo meraviglioso che è vedere senza chiedersi nulla, vedere e basta. Qualcosa come due cose che si toccano – gli occhi e l’immagine- uno sguardo che non prende ma riceve, nel silenzio più assoluto della mente, l’unico sguardo che davvero ci potrebbe salvare - vergine di qualsiasi domanda, ancora non sfregiato dal vizio del sapere - sola innocenza che potrebbe prevenire le ferite delle cose quando da fuori entrano nel cerchio del nostro sentire-vedere-sentire- perché sarebbe nulla di più che un meraviglioso stare davanti, noi e le cose, e negli occhi ricevere il mondo – ricevere – senza domande, perfino senza meraviglia – ricevere -solo- ricevere- negli occhi – il mondo(…) Baricco.

E’ per assicurarti.

Mio carissimo ragazzo, questo e’ per assicurarti del mio amore immortale, eterno per te. Domani sara’ tutto finito. Se la prigione e il disonore saranno il mio destino, pensa che il mio amore per te e questa idea, questa convinzione ancora piu’ divina, che tu a tua volta mi ami, mi sosterranno nella mia infelicita’ e mi renderanno capace, spero, di sopportare il mio dolore con ogni pazienza. Poiche’ la speranza, anzi, la certezza, di incontrarti di nuovo in un altro mondo e’ la meta e l’ incoraggiamento della mia vita attuale, ah! debbo continuare a vivere in questo mondo, per questa ragione.(...)Quanto a te (grazioso ragazzo dal cuore degno di un Cristo), quanto a te, ti prego, non appena avrai fatto tutto quello che puoi fare, parti per l’ Italia e riconquista la tua calma, e componi quelle belle poesie che sai fare tu, con quella grazia cosi’ strana. Non esporti all’ Inghilterra per nessuna ragione al mondo. Se un giorno, a Corfu’ o in qualche isola incantata, ci fosse una casetta dove potessimo vivere insieme, oh! la vita sarebbe piu’ dolce di quanto sia stata mai. Il tuo amore ha ali larghe ed e’ forte, il tuo amore mi giunge attraverso le sbarre della mia prigione e mi conforta, il tuo amore e’ la luce di tutte le mie ore. Se il fato ci sara’ avverso, coloro che non sanno cos’e’ l’amore scriveranno, lo so, che ho avuto una cattiva influenza sulla tua vita. Se cio’ avverra’, tu scriverai, tu dirai a tua volta che non e’ vero. Il nostro amore e’ sempre stato bello e nobile, e se io sono stato il bersaglio di una terribile tragedia, e’ perche’ la natura di quell’ amore non e’ stata compresa. Nella tua lettera di stamattina tu dici una cosa che mi da’ coraggio. Debbo ricordarla. Scrivi che e’ mio dovere verso di te e verso me stesso vivere, malgrado tutto. Credo sia vero. Ci provero’ e lo faro’.(...)Sono cosi’ felice che tu sia partito! So cosa deve esserti costato. Per me sarebbe stato un tormento pensarti in In- ghilterra mentre il tuo nome veniva fatto in tribunale.(...) Oh! possa io vivere per toccare i tuoi capelli e le tue mani. Credo che il tuo amore vegliera’ sulla mia vita. Se dovessi morire, voglio che tu viva una vita dolce e pacifica in qualche luogo fra fiori, quadri, libri, e moltissimo lavoro. Cerca di farmi avere tue notizie. Ti scrivo questa lettera in mezzo a grandi sofferenze ; la lunga giornata in tribunale mi ha spossato. Carissimo ragazzo, dolcissimo fra tutti i giovani, amatissimo e piu’ amabile. Oh! aspettami! aspettami! io sono ora, come sempre dal giorno in cui ci siamo conosciuti, devotamente il tuo, con un amore immortale. Oscar.

E il mandarino se ne andò.

Un mandarino era innamorato di una cortigiana. “Sarò vostra – disse lei – solo quando voi avrete passato cento notti ad aspettarmi seduto su uno sgabello, nel mio giardino, sotto la mia finestra”. Ma, alla novantanovesima notte, il mandarino si alzò, prese il suo sgabello sotto il braccio e se ne andò. Roland Barthes.

Be innocent.

..Di una bellezza in intenzionale; la bellezza per errore è l’ultima fase della storia della bellezza. Kundera. *** …and if they tell you that’s a sin,love your sin and you’ll be innocent… Shakespeare.

Questo mio corpo senza più seta.

Non aver paura, non muoverti, resta in silenzio, nessuno ci vedrà. Rimani così, ti voglio guardare, io ti ho guardato tanto ma non eri per me, adesso sei per me, non avvicinarti, ti prego, resta come sei, abbiamo una notte per noi, e io voglio guardarti, non ti ho mai visto così, il tuo corpo per me, la tua pelle, chiudi gli occhi e.. sono così belle le tue mani, le ho sognate tante volte adesso le voglio vedere.. ..Sono qui, ti posso sfiorare, è seta questa la senti? È la seta del mio vestito, non aprire gli occhi e avrai la mia pelle avrai le mie labbra.. se non mi credi apri gli occhi signore amato mio e guardami, sono io, chi potrà mai cancellare questo istante che accade, e questo mio corpo senza più seta.. non c’è più tempo per fuggire ne forza per resistere, doveva essere questo istante, e questo istante è, credimi, signore amato mio, quest’istante sarà, da adesso in poi, sarà, fino alla fine… Noi non ci vedremo più, signore.Quel che era per noi, l’abbiamo fatto, e voi lo sapete. Credetemi: l’abbiamo fatto per sempre.. Baricco.

Applausi.

..Ti criticheranno sempre, parleranno male di te e sarà difficile che incontri qualcuno al quale tu possa andare bene come sei. Quindi: vivi come credi, fai quello che ti dice il cuore… la vita è un’opera di teatro che non ha prove iniziali. Canta, ridi, balla, ama… e vivi intensamente ogni momento della tua vita… prima che cali il sipario e l’opera finisca senza applausi.. Chaplin.

La seconda è riuscirci.

Ci sono due tragedie nella vita: la prima è non riuscire a soddisfare i propri desideri, la seconda è riuscirci. Shaw.

Molti di questi valori non ho conosciuto.

Considero valore ogni forma di vita, la neve, la fragola, la mosca. Considero valore il regno minerale, l’assemblea delle stelle. Considero valore il vino finchè dura il pasto, un sorriso involontario, la stanchezza di chi non si e’ risparmiato, due vecchi che si amano. Considero valore quello che domani non varra’ piu’ niente, e quello che oggi vale ancora poco. Considero valore tutte le ferite. Considero valore risparmiare acqua, riparare un paio di scarpe, tacere in tempo, accorrere a un grido, chiedere permesso prima di sedersi, provare gratitudine senza ricordarsi di che. Considero valore sapere in una stanza dov’e’ il nord, qual’e’ il nome del vento che sta asciugando il bucato. Considero valore il viaggio del vagabondo, la clausura della monaca, la pazienza del condannato, qualunque colpa sia. Considero valore l’uso del verbo amare e l’ipotesi che esista un creatore. Molti di questi valori non ho conosciuto. Erri de Luca.

Piccola rae.

(...)Non posso venire da te, perché già ti sono accanto. Tu non sei piccola, perché già sei cresciuta: sei grande e giochi con il tempo e la vita – come tutti facciamo – per il gusto di vivere. Tu non hai compleanno, perché sei sempre vissuta; non sei mai nata, e mai morirai. Non sei figlia di coloro che tu chiami papà e mamma, bensì loro compagna d’avventure, in viaggio alla scoperta delle cose del mondo, per capirle. Ogni regalo che ti fa un amico è un augurio di felicità: così pure questo anello. Vola libera e felice, al di là dei compleanni, in un tempo senza fine, nel persempre. Di tanto in tanto noi c’incontreremo – quando ci piacerà – nel bel mezzo dell’unica festa che non può mai finire. Bach.

Casualmente.

Davvero ci sono momenti in cui l’onnipresente e logica rete delle sequenze casuali si arrende, colta di sorpresa dalla vita, e scende in platea, mescolandosi tra il pubblico, per lasciare che sul palco, sotto le luci della libertà vertiginosa e improvvisa, una mano invisibile peschi nell’infinito grembo del possibile e tra milioni di cose, una sola ne lasci accadere. Baricco.

Ci sono dei posti.

E ti crederanno pazzo.

(..)Tu, tu avrai delle stelle come nessuno ha.. Quando tu guarderai il cielo, la notte, visto che io abiterò in una di esse, visto che io riderò in una di esse, allora sarà per te come se tutte le stelle ridessero. Tu avrai, tu solo, delle stelle che sanno ridere! E quando ti sarai consolato (ci si consola sempre), sarai contento di avermi conosciuto. Sarai sempre il mio amico. Avrai voglia di ridere con me. E aprirai a volte la finestra, così, per il piacere… E i tuoi amici saranno stupiti di vederti ridere guardando il cielo. Allora tu dirai: “Sì, le stelle mi fanno sempre ridere!” e ti crederanno pazzo(..) Antoine de Saint-Exupéry.

E per me non c’è niente?

Si,la neve. *** Le sono perdonati i suoi molti peccati,poichè ha molto amato. Invece quello a cui si perdona poco,ha amato poco. Luca,7,37-47.

Senza farti del male.

(...)Sono i desideri che salvano. Baricco *** Ricordati che non è un disonore smarrirsi nell'immensa foresta della vita. Janusz Korczak